Sicurezza
Migranti, in arrivo altre 80 persone da Lampedusa
Da tre anni il flusso è continuo e la solidarietà non manca Puntoni (Caritas): «Queste persone sono una risorsa»
MASSA CARRARA. «Emergenza sbarchi», «Rossi cerca case sfitte», «centri di accoglienza al collasso». Torna a far notizia l'arrivo dei migranti in regione, con titoli, dichiarazioni, opinioni, che parlano di nuove ondate di profughi sul territorio e del rischio «collasso del sistema di ospitalità». Ma la vera notizia è che la macchina dell'accoglienza nella provincia di Massa Carrara (come nelle altre province toscane) non ha mai spento i motori: da oltre tre anni i migranti continuano ad arrivare settimana per settimana, mese per mese, e a essere ospitati nelle varie strutture del territorio gestite perlopiù da associazioni di volontariato.
Negli ultimi mesi poi il flusso è aumentato, come d'altronde è aumentata l'emergenza umanitaria nel mondo con focolai di guerra in ogni dove e disperazione diffusa. Ma nessuno se n'era accorto. Nemmeno i più xenofobi e caccia stranieri “portatori di malattie”.
A dimostrazione del fatto che la macchina della solidarietà, qui, funziona nonostante le difficoltà oggettive, come l'assenza di un piano di accoglienza nazionale che faccia riferimento all'unico sistema di coordinamento che è lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati costituito dalla rete degli enti locali che accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo).
Solo ieri sono arrivati in provincia nove migranti, sette donne e due uomini, su un autobus partito da Reggio Calabria.
Altri erano arrivati lunedì; erano appena sbarcati a Lampedusa e portavano ancora gli stessi abiti del viaggio. Impauriti e esausti. A occuparsi della primissima accoglienza è la Caritas che dà loro vestiti, cibo e calore umano. Vengono ospitati in una prima fase a Casa Faci, a Marina di Massa, per essere visitati dai medici Asl e per il riconoscimento in questura.
Attualmente l'albergo ospita una quarantina di migranti, che verranno poi smistati nelle varie strutture sul territorio individuate dalla prefettura con un bando di gara “che tenesse conto – fa sapere il capo di gabinetto, Francesco Montemarano – sia del lato economico sia di quello umano, vale a dire che è prioritario che vengano garantiti i diritti dei migranti”.
Le strutture sono il seminario di Pontremoli, dove attualmente sono ospitati 22 migranti, la rsa Michelangelo con 39 persone, il camping Edera in Partaccia altre 4, un appartamento dell'Arci a Massa con 8 ospiti e il b&b Casa gialla a Montignoso altri 9. In tutto sono circa 120 i migranti ma ne sono passati di qui almeno il doppio.
Stando alle ultime disposizioni del ministero degli Interni la provincia si deve adoperare per accoglierne altri 80, anche se «gli sbarchi non sono prevedibili e nemmeno la quantità di persone che arriveranno qui – fa sapere Montemarano – Sono solo previsioni».
La macchina della solidarietà quindi è oliata. Quello che manca, forse, è il “post”, ossia un percorso di reale inserimento nella società, come fa sapere Almo Puntoni, direttore della Caritas, che da anni vive in mezzo ai migranti che approdano a Massa Carrara.
Ossia un piano di accoglienza nazionale. «Queste persone sono una risorsa – aggiunge Puntoni – e sarebbe bello che anche le scuole lo capissero: sono una importante occasione di confronto con culture, lingue, religione diverse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google