Il Tirreno

Gaia spa “licenzia” la ditta per gli avvisi non recapitati

Gaia spa “licenzia” la ditta per gli avvisi non recapitati

Svolta nella vicenda iniziata con le anomalie segnalate dal Comitato civico: per i legali il contratto si può rescindere

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MASSA. Gaia rompe gli indugi e anche il contratto con Energas la ditta che ha (anzi a questo punto aveva) vinto l’appalto per il servizio di recapito dei solleciti di pagamento, degli avvisi e anche delle diffide.

Un tema delicato visto che quando si arriva all’ultima lettera vuol dire che davvero si rischia di vedersi tolta l’acqua da casa. Ma proprio sul recapito delle diffide che è esploso il caso. Le prime anomalie nel recapito sono state segnalate in pubblico da Alfonso Baldi del Comitano civico Acqua alla gola: lettere trovate in cassette postale non appartenenti ai destinatari delle missive.

Gaia si scusò subito e avviò una inchiesta interna. Pochi giorni dopo il caso più eclatante: 137 lettere a cittadini morosi trovate abbandonate in un bidone vicino ad un distributore di benzina.

Più che un semplice disguido, un vero e proprio problema. Lo riconobbe subito la stessa Energas che, da noi intervistata, disse di avere subito sospeso i tre incaricati dalla società per la zona apuana.

Gaia da parte sua ha atteso una memoria da Energas ma ieri l’annuncio ufficiale affidato ad una nota.

«Non hanno convito le spiegazioni di Energas, nè sono stati sufficienti i provvedimenti adottati dalla ditta partenopea nei confronti dei propri dipendenti per "riconquistare" la fiducia del Gestore Gaia s.p.a., pertanto non viene accolta la proposta di instituire un tavolo tecnico tra i rappresentanti delle parti. Secondo i legali di Gaia, gli accadimenti contestati - ovvero la mancata consegna degli avvisi di pagamento agli utenti, e l'abbandono delle lettere in strada- sono motivi sufficienti ad avviare il procedimento di risoluzione del contratto con la ditta. Energas è venuta meno agli obblighi di esecuzione del servizio, dettati dal bando di gara indetto da Gaia e dal Capitolato Speciale di appalto, e il suo comportamento ha creato notevole danno all'attività della Società, con gravi ripercussioni sul servizio agli utenti, nonché sull'immagine del Gestore», si legge in sintesi nella lettera che in queste ore Gaia s.p.a. ha fatto pervenire alla ditta. Adesso Energas dovrà far pervenire eventuali controdeduzioni entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata, decorsi tali termini si procederà alla risoluzione del contratto.

L’appalto per il servizio costa a Gaia circa 76.000 euro. La società ha sempre sostenuto che la consegna porta a porta degli avvisi è solo l’ultimo passaggio di comunicazione all’utenza, prima del distacco del contatore, e avviene dopo le notifiche in bolletta e le classiche raccomandate A/R. La procedura per l’inoltro di questi avvisi stabilisce delle azioni a tutela della privacy degli utenti, che non devono essere mai violate.

Sui morosi Gaia aveva comunque diffuso dei dati generali: soltanto sei cittadini su dieci pagano la bolletta dell’acqua entro la data di scadenza. E il 25%, uno su quattro, proprio sembra intenzionato a non pagare. Costringendo Gaia a fare partire solleciti, notifiche, avvisi, a minacciare e poi ad attuare il temuto distacco del servizio. Cioè a lasciare l’utente senz’acqua.

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