Sicurezza
Da Italia Nostra a Fi «Non svendete l’ospedale»
Non piace il progetto di recupero del San Giacomo inserito nel piano urbanistico Benedetti: «Caso strano, cittadini hanno già ricevuto l’avviso di esproprio»
MASSA. «No alla svendita dell'ospedale». Il progetto di recupero e valorizzazione dell'ospedale cittadino San Giacomo e Cristoforo, inserito nella variante del Piano Regolatore del Comune di Massa e presentato martedì scorso in consiglio comunale, non piace per nulla a Italia Nostra.
Anzi, l'associazione - mentre attende la pubblicazione dei dettagli tecnici dell'intervento - si scaglia contro tutto e contro tutti: Regione, Comune, amministratori. Non ce n'è per nessuno: «È proprio come temevamo, un'altra polpetta avvelenata che la Regione Toscana ci vuole propinare e dovremmo anche essere contenti - spiega il presidente della sezione Massa e Montignoso di Italia Nostra, Bruno Giampaoli. Mentre la sanità pubblica locale va in rovina grazie al mega buco Asl e il distretto sanitario, a proposito di buchi, rimarrà confinato nel vecchio buco di via Bassa Tambura, l'ospedale costruito negli anni sessanta dovrebbe essere demolito e al suo posto qualcuno, non si sa naturalmente chi, dovrebbe costruire villette, negozi e piste ciclabili. Che dire, è un intervento lungimirante, proprio ora che le case non si vendono e i negozi chiudono, il tutto in un monte di difficile accesso». Insomma, secondo l'associazione, tutta l'operazione non porterebbe alcun beneficio alla collettività, il pericolo maggiore poi è che si ripetano dispendiose operazioni immobiliari pubblicorivato, già viste e già vissute, oppure opere faraoniche spesso inutilizzate o rimaste incomplete.
«Vogliamo proprio vedere - continua Giampaoli - quale privato si accollerà i costi della demolizione, delle ricostruzioni ed i rischi della vendita con capitale proprio, oppure sarà sempre un pantaleone di turno (ovvero i cittadini) che dovrà intervenire per rianimare i moribondi speculatori? E il rischio idrogeologico, la valutazione strategica dell'intervento, l'impatto ambientale? E come mai a Carrara, Viareggio, Pietrasanta, Seravezza, le strutture sanitarie sono state ristrutturate e riutilizzate sempre ad uso sanitario o quantomeno pubblico? Nel nostro territorio abbiamo già, avuto operazioni immobiliari infauste, le macerie della Concia e della Conca, la cartiera di Canevara, il mulino Battelli, per non parlare del Pomario che il Comune sta lasciando in un grande ammasso di rovi. Forse di questo si dovrebbero occupare seriamente i nostri partiti, i nostri consiglieri comunali e gli affaccendatissimi candidati alle Regionali». Ma sulla questione della variante per l’ospedale interviene anche il consigliere comunale di Forza Italia Stefano Benedetti che annuncia battaglia «contro la prevista speculazione edilizia che l' Asl 1 di Massa Carrara vorrebbe realizzare nella parte nuova dell'attuale ospedale, con la costruzione di circa 300 appartamenti residenziali. Dopo Massa Servizi, l'Ospedale delle Apuane e l'ampliamento del Porto di Marina di Carrara, ci opporremo fortemente al business del cemento, che avvantaggerebbe solo costruttori e agenzie immobiliari, penalizzando fortemente la città carente di tanti servizi utili al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. E poco conta se esiste un vincolo della Regione Toscana, poichè il Consiglio Comunale è sovrano e può decidere in piena autonomia e comunque, sarei curioso di sapere quali saranno i consiglieri comunali che si assumeranno la responsabilità di tale infelice scelta. Altrimenti, chiedo perchè in alternativa non si costruiscono alloggi popolari che, in questo caso, sarebbero utilissimi per soddisfare le circa 300 richieste di senza casa e persone in emergenza abitativa. Tra l'altro, è originale il fatto che nella giornata di ieri sia stato presentato alla città questo progetto per poter raccogliere anche le proposte dei cittadini e stranamente proprio oggi i residenti della zona limitrofa l'ospedale e il Monte di Pasta, hanno ricevuto l'avviso di avvio della procedura di esproprio nell'ambito di una variante tesa alla riqualificazione della zona e non vorrei, che fosse già stata messa in moto la macchina comunale ancor prima dell' approvazione della Variante Urbanistica in oggetto».
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