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Assolto il maresciallo dei carabinieri accusato di concussione
La sentenza dopo il rito abbreviato: il fatto non sussiste; a denunciarlo era stata una ucraina di 41 anni
CARRARA. Assolto , dopo cinque anni di processo, Ivano Rotili, il maresciallo dei carabinieri accusato di concussione. La sentenza è stata pronunciata, con rito abbreviato, dal giudice Antonia Aracri. A carico del militare (assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti) il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a tre anni e due mesi.
Il giudice lo ha assolto perché il fatto non sussiste (530 secondo comma)
La vicenda risale al 2010: una donna ucraina di 41 anni - questa la tesi dell’accusa - si sarebbe rivolta al maresciallo per denunciare le percosse e le minacce subite dall’ex convivente. Il carabiniere - secondo la ricostruzione della 41enne - avrebbe garantito la sua protezione, ma in cambio avrebbe preteso regali. Computer, telefonino, videocamera.
La donna avrebbe, quindi, deciso di chiedere aiuto alla guardia di Finanza denunciando il maresciallo e inaugurando l’avvio dell’inchiesta. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Alberto Dello Iacono.
Secondo la difesa, invece, proprio la donna ucraina avrebbe parlato al militare di un magazzino del fratello in Russia e si sarebbe offerta di fare acquisti per lui a prezzi convenienti.
La 41enne (rappresentata dall’avvocato Barbara Volpi) si era costituita parte civile.
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