Il Tirreno

il caso

Ultrà con i cani per messa in prova

Dopo aver picchiato i tifosi della Spal darà una mano a Montepepe

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MASSA. Uno ai lavori sociali nel canile di Montepepe, l’altro invece potrebbe dimostrare la sua innocenza ma deve attendere la testimonianza dei due agenti della Digos che lo avevano riconosciuto come uno dei protagonisti degli scontri tra le fifoserie della Massese e della Spal davanti allo stadio degli Oliveti. La deposizione, disposta dal giudice Fabrizio Garofalo, ci sarà a luglio. Soltanto allora Matteo Mangiaragica conoscerà il suo destino (il pm ha chiesto un anno; il suo avvocato, Marco Guidi, l’assoluzione). Alessandro Bongiorni, l’altro supporter delle zebre, invece per quattro mesi darà una mano ai volontari nel canile di Montepepe, come richiesto dal suo legale e come disposto dagli uffici del tribunale. Nel periodo in cui gli ultrà svolgeranno questa attività, tempo che sarà stabilito dal giudice, il procedimento penale nei loro confronti verrà pe così dire congelato.
 
Al termine del periodo di prova, se la relazione degli assistenti sociali sarà positiva, il reato a loro ascritto verrà estinto. Si tratta di una forma di pena alternativa di recente introdotta per questo tipo di reati. I tifosi vennero raggiunti da un provvedimento Daspo per un periodo minimo di un anno e uno massimo di due per i fatti avvenuti allo stadio Oliveti in occasione di Massese-Spal. Durante le fasi del deflusso del pubblico ospite dal settore loro riservato dello stadio Oliveti un gruppo di ultrà della Massese, alcuni dei quali brandivano delle cinghie, dopo essersi appostati in via dello Sport all’esterno della rete di recinzione posta a protezione del parcheggio dello stadio, iniziavano a lanciare bastoni, bottiglie e pietre verso i sostenitori della Spal.

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