Il Tirreno

Scuola, lezioni di latta: dopo l'alluvione del 2011 alunni ancora nei container

Fabrizio Palagi
La scuola-container di Aulla
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La scuola-container di Aulla

Aulla: l'apertura delle nuove elementari e medie rischia di slittare al 2016, ma ragazzi e insegnanti sono allo stremo

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AULLA. A lezione nei container. Accade, ormai da oltre tre anni, ad Aulla, in Lunigiana. Qui, il primo lotto della nuova scuola elementare e media dovrebbe aprire i battenti a settembre, ma ancora non c'è un mattone, anzi, non ci sono neppure le fondamenta.

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La sindaca, Silvia Magnani, comunque assicura che tutto va avanti e che è tra i diretti interessati dato che il figlio di otto anni frequenta da tre le lezioni che forzatamente si svolgono in aule-container: quattro pareti metalliche con strette finestre e aria sempre viziata (con cattivi odori provenienti dai bagni, precisano alcune mamme), sia che all'esterno imperversi il gelo dell'inverno o domini il soporifero caldo d'autunno o di primavera.

Questo lo scenario che ha caratterizzato la vita degli alunni di medie e primarie, costretti, dopo i devastanti danni causati dall'alluvione del 25 ottobre 2011, a seguire le lezioni nei moduli prefabbricati (i cosiddetti container attrezzati), sistemati nell'area dell'ex scalo ferroviario di Aulla, dismesso dal 2008 quando entrò a pieno regime la linea Pontremolese, fortemente voluta dall’allora funambolico sindaco Lucio Barani (quello dei primissimi cartelli antiprostitute, della ipotetica candidatura di Aulla alle Olimpiadi, delle magliette con impressa la scritta "Je suis Craxi", attualmente senatore del Gruppo Grandi Autonomie) che, di fatto, cancellò dal centro della città il passaggio dei convogli per e da Parma, Lucca e La Spezia.

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Non siamo nel Belice, bensì nell'estremo lembo del nord della Toscana, incuneato tra Liguria ed Emilia, nella larga vallata del fiume Magra, all'ombra dell'Appennino. La nuova scuola dovrebbe sorgere tra pochi mesi in una zona dove, al momento, ci sono solo fango e acqua, sulla tratta della vecchia linea ferroviaria Spezia-Parma.

Ma, attorno alla lunga fila di container, regna solo desolazione, con i lavori di sbancamento bloccati dallo scorso dicembre, dopo aver completato le operazioni di bonifica, quando il terreno risultò impregnato di metalli ritenuti pericolosi per un'area che ospiterà così tanti bambini. «La bonifica venne completata lo scorso settembre - assicura la sindaca - così come le analisi di rischio, necessarie dopo il fermo dei lavori. Comunque tutto ripartirà entro poche settimane».

Ma sui tempi di consegna, Silvia Magnani non si sbilancia: «I tecnici parlano di cinque mesi; staremo a vedere». Come dire che, sulla ventilata apertura a settembre delle nuove scuole, ci crede poco pure lei. Così come sono incerti di ciò i due dirigenti scolastici del complesso: Paola Bruna Speranza e Claudio Ravioli, rispettivamente preside delle elementari e vice delle medie. E la preside lancia un appello: «Ragazzi e insegnanti sono allo stremo: bisogna intervenire in fretta su una situazione assurda e quindi velocizzare i lavori. Basta con i “se” e i “ma” della burocrazia, d'ora in avanti si faccia sul serio».

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Una vita da container, dunque, per gli oltre 400 studenti di primarie e medie (molti dei quali provenienti da Comuni limitrofi) che formano gran parte della popolazione studentesca della “Città dei tre fiumi”, Aulla appunto messa in ginocchio dopo essere stata violentata da uno di essi, ossia il Magra che, in quel disgraziato martedì autunnale di oltre tre anni fa, ruppe gli argini e invase con acqua e fango la parte più moderna di Aulla, sui cui viali intitolati Resistenza e Lunigiana si affacciavano banche, uffici eleganti e frequentati negozi, oltrechè prestigiosi studi di professionisti.

Tutto venne spazzato via in pochi minuti, comprese le oltre 800 auto parcheggiate in zona e le tante scuole che avevano finestre con ravvicinata visuale sul fiume. Ciò che restò di esse, dopo l'onda anomala che tagliò in due Aulla, risultò talmente danneggiato da imporne le chiusura, prima, e la demolizione, poi, costringendo quindi gli studenti a migrazione forzata.

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«Vita in container, dunque, con la prospettiva, per i più piccoli, di completare il ciclo delle scuole elementari, senza aver mai visto e frequentato un istituto degno di tale nome e quindi dotato di palestra, aula magna, aree esterne per la ricreazione, bagni non maleodoranti e quant'altro che doverosamente spetta agli studenti della scuola dell'obbligo, specialmente quelli delle classi primarie» è quanto si riassume dai commenti delle mamme. «Situazione anomala, ma con dei risvolti positivi - aggiungono le indignate madri che attendono i rispettivi figli all'uscita delle lezioni che, per le primarie, si articolano sul tempo pieno e quindi con termine nel pomeriggio e sabato libero - Di soffitti, in testa ai nostri figli, come accaduto a Ostuni, qui non ne cadranno e neppure il terremoto ci fa paura, dato che i container sono antisismici. Dovesse ripetersi una scossa come quella del 21 giugno 2013, i ragazzi sarebbero più al sicuro qui che a casa».

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Spirito di adattamento che rasenta la rassegnazione, quello che si respira tra le mamme davanti alle aule-container, di colore blu per le medie, di bianco per le elementari, queste ultime dotate di condizionatori d'aria per quando il calore del sole arroventerà le lamiere.

La scorsa settimana, a palazzo comunale si è svolto un incontro fra tecnici, amministratori e genitori per fare il punto della situazione e indicare i tempi della ricostruzione. I toni sono stati sostanzialmente bassi, a indicare quella sorta di rassegnazione che sembra coinvolgere i più. «La scuola potrebbe essere pronta a settembre 2016 e non a quello 2015? Meglio che niente va bene così, almeno mia figlia che ora è in quarta elementare, frequenterà le medie in un istituto degno di tale nome» commenta amaramente una giovane mamma.

  • Il Buongiorno Toscana del direttore e i commenti dei lettori

Scuola: Ostuni non è così lontana da noi. Il "Buongiorno Toscana" del direttore Omar Monestier

Posted by Il Tirreno on Mercoledì 15 aprile 2015

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