La manifestazione
Sei autori d’assalto per il Bancarella il premio dei librai
Scelta la sestina dei finalisti della kermesse di Pontremoli Il 19 luglio l’atto conclusivo presenterà Bruno Gambarotta
PONTREMOLI. Decisi, nella Sala consiglio della Banca Cesare Ponti di Milano, i sei autori e gli altrettanti libri che, il prossimo 19 luglio nella consueta cornice di Piazza della Repubblica, si contenderanno la 63.a edizione del Premio Bancarella.
Si tratta di Enrico Ianniello, con “La vita prodigiosa di Isidore Syflotin” (Feltrinelli); Mallock, con “I volti di Dio” (Edizioni e/o); Giulio Massobrio, con “Rex” (Bompiani); Sara Rattaro, con “Niente é come te” (Garzanti); Paolo Roversi, con “Solo il tempo di morire” (Marsilio); Simona Sparaco, con “Se chiudo gli occhi” (Giunti), i quali sono gli autori vincitori del Premio Selezione 2015 e di conseguenza finalisti al capitolo numero 63 dell’ormai collaudata manifestazione relativa al Premio Bancarella.
Di genere e impronta differenti - spazio ad avvincenti narrazioni di genere, alla forma romanzo più classica, a toni intimisti, a meraviglioso e grottesco – i libri finalisti sono accomunati dal successo di pubblico e critica, e ora si apprestano a passare al vaglio della Giuria del Premio, costituita da 200 librai.
E sicuramente uno dei sei finalisti nel prossimo luglio andrà a iscrivere il suo nome in un albo d’oro che nel corso degli anni ha conosciuto, tra i suoi premiati, tre premi Nobel per la letteratura Ernest Hemingway, Boris Pasternak, e Isaac Bashevis Singer, grandi romanzieri come Carlo Cassola, Umberto Eco, Giovannino Guareschi, Giuseppe Berto, John Grisham, Andrea Camilleri (e tanti altri ancora) e giornalisti del livello di Indro Montanelli, Orianna Fallaci, Sergio Zavoli, Enzo Biagi.
«Siamo e restiamo uno dei pochi premi al mondo a essere gestito esclusivamente dai librai – ha spiegato Gianni Tarantola, fresco di nomina alla guida della “Fondazione Citta del Libro” chiamato a sostituire alla direzione del Premio lo storico presidente Giuseppe Benelli - se le notizie sulla crisi del settore si rincorrono, se, anche un po’ impropriamente, si diffondono voci sulla fine stessa dell’oggetto libro, a me questa non sembra una cosa da poco; un premio serve anche a questo, a proporsi come voce, come termine di confronto, per spiegare e raccontare quell’universo complesso e variegato che e la libreria con tutti i suoi corollari. Più che mai in questo momento di crisi drammatica».
Ma la riflessione del presidente si sofferma anche sulle difficoltà del “sistema libro” che dovrebbe essere prese a cuore in maniera più convinta e non restare discussione da salotto nella logica di vecchi schemi e di cliché ormai superati. «C’è bisogno di uno sforzo collettivo davvero da parte di tutti – evidenzia Tarantola – da parte della politica, da parte degli addetti ai lavori, per renderci conto che non è più differibile un aiuto concreto al mondo della libreria che resta un baluardo irrinunciabile». Al di fuori di logiche autoreferenziali, il Bancarella resta «fedele alla sua vocazione iniziale: quella di promozione della lettura. Più che mai in un momento di grave difficoltà per la libreria indipendente, più che mai nel momento in cui le logiche della grande distribuzione mettono a dura prova la sopravvivenza stessa dei librai». Presidente di questa edizione del premio sarà Franco Cardini storico e saggista italiano, specializzato nello studio del Medioevo, mentre il presentatore della serata conclusiva della manifestazione sarà Bruno Gambarotta.
Riccardo Sordi
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