Il Tirreno

L'ospedale di Massa sarà demolito al suo posto case, verde e negozi

Melania Carnevali
L'ospedale di Massa
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L'ospedale di Massa

Pronta la variante urbanistica per un maxi intervento su 20.000 metri quadrati edificabili
Sarà conservata (e ristrutturata) soltanto la parte più vecchia, previste nuove strade e più parcheggi

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MASSA. Il vecchio ospedale verrà abbattuto, ricostruito e al suo posto sorgeranno appartamenti, uffici , negozi e servizi. È il succo della variante al piano regolatore, presentata ieri nella sala del consiglio comunale dal primo cittadino Alessandro Volpi e dal gruppo di progettazione di cui fanno parte la cooperativa Mate, l’architetto Giovanni Parlanti e la Dream Italia. Un mega progetto di recupero e valorizzazione dell’area e degli immobili dell’ospedale San Giacomo e delle strutture territoriali complementari, nato sulla scia del protocollo di intesa sottoscritto da Comune di Massa, Regione, Provincia e Asl 1, con cui, in sintesi, la Regione finanziava il nuovo ospedale in viale Mattei e in cambio il Comune si impegnava a valorizzare gli immobili che si svuotavano, cambiandone la destinazione d’uso. Adesso la variante, con il suo progetto, è pronta: dopo il passaggio dalla commissione urbanistica arriverà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
«Una variante che è un vincolo della Regione - chiarisce Simone Ortori, consigliere comunale di Articolo Primo a margine della presentazione del progetto – e se il consiglio comunale non lo votasse su questa vicenda si andrebbe incontro al commissariamento». L’immobile – dicevamo – verrà abbattuto quasi totalmente: rimarrà intatta, ma verrà restaurata, la parte storica vincolata, che è quella posta sulla sommità del colle. Verranno demolite invece le strutture risalenti agli anni ’60, o di ancora più recente costruzione, escluse quindi dal provvedimento di vincolo.
Complessivamente la variante prevede interventi su una superficie utile lorda massima di 20.000 metri quadrati, di cui 12.000 mila metri quadrati saranno di residenziale e i restanti 8.000 per direzionale, commerciale, servizi e «attrezzature di interesse generale» (così si legge nel progetto). I servizi (e con questo si intende anche nuovi spazi per il servizio sanitario pubblico) potrebbero essere ricavati nell’area adiacente alla scuola per infermieri e dove è situata la medicina nucleare. Gli appartamenti si affacceranno, lato del monte di Pasta, su una piazza centrale da cui si accederà anche ai parcheggi che, stando al progetto, verranno ampliati. «Allo stato attuale – spiega l’architetto Parlanti - il sistema della viabilità presenta criticità principalmente dovute alla mancanza di aree per la sosta.
La variante prevede la razionalizzazione dei parcheggi esistenti ed il loro potenziamento, oltre alla creazione di nuove aree destinate alla sosta. L’area totale dedicata al verde e alla sosta sarà di 9mila metri quadrati. Verrà rivista anche la viabilità intorno al nuovo fabbricato, in modo tale che la zona sia collegata con una pista ciclabile al parco del monte di Pasta e da qui al castello Malaspina. Questo quindi il progetto nato dalla variante: se va in porto, il Comune di Massa, potrebbe incassare da questa operazione, con gli oneri di urbanizzazione, 1,6 milioni di euro.
Il progetto subito genera polemiche: alcuni cittadini intervenuti durante la presentazione chiedono spiegazione sul «perché su facciano ancora appartementi in una città che ha bisogno di servizi sanitari. Le case vuote rimangono vuote« Una delle prime forze politiche a intervenire è proprio Articolo Primo. «Pur avendo la manifestato la nostra insoddisfazione per l'indirizzo assunto dal Comune di Massa durante l'ultima revisione dell'accordo di programma fatta dal sindaco – commentano dall’associazione -sappiamo distinguere i piani: oggi si tratta di mantenere un "patto istituzionale" con la Regione. Adesso si tratta di capire quali aree sono a disposizione per futuri servizi sanitari e quali servizi verranno trasferiti. E ancora – si chiede Ortori - «di quali servizi vogliamo dotare un eventuale "secondo polo" distrettuale all'interno delle proprietà Ascoli nel complesso del vecchio ospedale?»
 

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