Attenzione
Il Bancarella sport premia Galeazzi Ecco i libri finalisti
Cino Ricci ricorda le imprese veliche di Azzurra e Luna Rossa L’omaggio a Ayrton Senna, le sfide tra Borg e Mc Enroe
PONTREMOLI. Premio Bancarella, prime anticipazioni, tutte riguardo la sezione sport, aspettando luglio per l’arrivo dal vivo dei protagonisti. Un Premio che giunge alla 63° edizione confermando la sua importanza e mettendo al centro dell’attenzione Pontremoli e di rimando l’intera Lunigiana.
Ad anticipare l’evento, che si svolgerà il 19 Luglio, ci sarà il Bancarella Sport, giunto alla sua 52° edizione, fissato per il 18 Luglio, che come obiettivo si pone di analizzare lo sport in ogni sua branca, sia dal punto di vista umano che sportivo in senso stretto, costruendo, o meglio ricostruendo, storie che sono profondamente correlate a questo mondo. Quest’anno il premio alla carriera sarà consegnato al giornalista e commentatore televisivo Giampiero Galeazzi. L’anno scorso il premio è stato vinto da Giovanni Storti con “Corro perché mamma mi picchia” e nella giornata di lunedì sono stati ufficializzati quelli che saranno i sei finalisti che concorerranno alla vittoria finale. “I Piedi sui Pedali” (Mondadori) di Enrico Brizzi, ha come protagonista la bicicletta. E le racconta e le ricorda tutte le biciclette di una vita, quelle che hanno seguito di poco i primi passi, quelle che per la prima volta ci hanno fatto respirare il vento della libertà, quelle che hanno portato sulla canna il primo amore.
Enrico Brizzi si racconta, e insieme traccia la linea di un’esperienza che è quella di ciascuno di noi. “La grammatica del bianco” (Rizzoli) di Angelo Carotenuto. Wimbledon, 5 luglio 1980. Di qua c’è l’Orso: alto e biondo come un dio vichingo, infaticabile, una macchina bella e perfetta. Di là c’è il Genio: piccolo e riccioluto, rapido e indisponente col suo gioco d’istinto e d’attacco. Uno è il campione in carica – Björn Borg, l’altro John McEnroe. Insieme, quel giorno, riscriveranno la storia del tennis. E poi eccolo lì, con la divisa verde e viola dei raccattapalle di Wimbledon c’è anche lui, Warren Favella, undici anni e un talento innato per la solitudine. Porge gli asciugamani ai giocatori, li rifornisce di palline, ne osserva da vicino i tic, i gesti tecnici e quelli scaramantici, ci racconta ammirato e incredulo tutto ciò che accade in campo davanti ai suoi occhi. “Io vi voglio bene assai” (Iuppiter) di Franco Esposito. Sport, giornalismo e amori: il romanzo di un intreccio. Personaggi, episodi, curiosità e aneddoti lungo un percorso scandito da brani di storia napoletana e del costume italiano, sullo sfondo dello sport onnipresente. I mutamenti delle epoche rivisitati con occhi non disincantati, testimoni del tempo. Il Napoli, la nazionale di calcio, il nuoto e la pallanuoto, la pallacanestro dei pionieri, il rugby degli scudetti di Napoli, il pugilato e il ciclismo fornitori infiniti di storie, le Olimpiadi e i viaggi in tutto il mondo. Lo sport come magico collante di una corsa da sogno all’inseguimento del“sogno”: diventare giornalista sportivo. Il mestiere più bello del mondo. Una storia vera, scritta in prima persona con il contributo determinante della memoria, personale e insostituibile wikipedia. “Senza paura” (Giunti) di Flavio Pagano: è ispirato alla storia di Ciro Esposito, il ragazzo ucciso nei pressi dello Stadio Olimpico di Roma il 3 maggio 2014, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. È un romanzo che si legge tutto d’un fiato, che scuote e commuove profondamente, nel quale le perverse dinamiche che culminarono in un assassinio e le ombre dell’inchiesta su ”Mafia Capitale” si fondono in un contesto completamente reinventato. “Odiavo i velisti” (Longanesi) di Cino Ricci e Fabio Pozzo: Cino Ricci, uno dei volti più noti della vela, a trent’anni dalle regate di Azzurra racconta per la prima volta la propria vita. E lo fa attraverso un’appassionante successione di aneddoti che compongono la storia di un uomo, di un Paese e di un mondo, quello del mare, vissuto a tutti i livelli, dalle prime uscite in barca con i pescatori al confronto con i campioni dell’Olimpo della vela. Uno skipper venuto dal basso, che dopo le rocambolesche dimissioni da Azzurra si è reinventato commentatore televisivo e ha seguito le gesta del Moro di Venezia e poi di Luna Rossa. “Suite 200? (66thand2nd) di Giorgio Teruzzi: sabato 30 aprile 1994, Hotel Castello. Nella Suite 200 si consuma l’ultima notte di Ayrton Senna. Mancano poche ore al Gran premio di San Marino e c’è una cupa tensione nell’aria. Nel primo pomeriggio è morto Roland Ratzenberger, il giorno precedente Rubens Barrichello si è salvato per miracolo dopo un brutto incidente in prova. Senna è scosso, vuole che tutto si fermi. Il fratello Leonardo gli ha appena fatto ascoltare un nastro che contiene alcune registrazioni compromettenti di Adriane, la sua fidanzata, l’unica persona con cui riesce a trovare un po’ di pace. Senna sa bene quanto è invisa alla famiglia, e il gesto del fratello è solo l’ennesimo tentativo di separarli. Sarà una notte di pensieri, riflessioni, tutta la sua vita verrà passata al setaccio: il complesso rapporto con il padre, i suoi chiacchierati amori, la rivalità con gli altri piloti (Piquet, Prost, l’astro nascente Schumacher), l’afflato mistico che preme dentro di lui e l’urgenza di una svolta, “restituendo a chi ha meno”.
Cristiano Borghini
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