Gioco
Alluvionati condannati a pagare 15.000 euro
Avevano fatto causa a Provincia e Regione per l’esondazione del Magra del 2009 la sentenza del Tribunale delle Acque di Torino li obbliga a coprire le spese legali
VAL DI MAGRA. Alluvionati e poi costretti a pagare le spese legali della causa iniziata nel 2010 contro Provincia e Regione.
Arriva a sorpresa e in anticipo rispetto alle tempistiche previste (giugno 2015) la sentenza del Tribunale delle Acque di Torino relativa alla causa cumulativa indetta dagli alluvionati (una trentina di cittadini, alcune aziende nautiche e alcuni campeggiatori alla Marina 3B nelle aree da Ameglia fino a Sarzana), assistiti dall’avvocato Deborah Somma e inizialmente dell’avvocato Granara.
Dopo una fase lunga due anni di accertamento tecnico preventivo in cui gli alluvionati erano rappresentati dall’ing. Iannelli come consulente di parte e con una controparte il Ctu nominato dal tribunale (ing. Giannasso), la fase si era conclusa con una relazione tecnica del Ctu in cui si sottolineava tra le altre cose che era necessario un dragaggio del fiume per la mitigazione del rischio. Sulla base di questa relazione, gli alluvionati avevano proseguito l’iter con una vera e propria causa al fine di ottenere i risarcimento dei danni subiti che, per alcuni di loro, ha addirittura superato i 150.000 euro.
«Altri tre anni sono passati tra rinvii e udienze alle quali la rappresentanza degli alluvionati della bassa Val di Magra aveva sempre partecipato - dice Luca Ghirlanda, presidente del comitato”I volontari del Magra” - adesso un fulmine a ciel sereno ha creato un vero e proprio uragano. Arriva una sentenza pesante che di fatto scagiona in pieno tutti gli Enti da qualsiasi responsabilità e di conseguenza negando qualsiasi diritto di risarcimento per gli alluvionati. Di fatto questa sentenza taglia le gambe a ogni forma di risarcimento per gli alluvionati del 2009 e 2011. Gli alluvionati della bassa Val di Magra avevano infatti subito tre esondazioni devastanti nel 2009, una a gennaio e due a dicembre, trovandosi da soli a lottare per ricostruire le proprie abitazioni distrutte, senza alcun aiuto economico e morale. Non solo. Gli stessi residenti subivano una quarta devastante alluvione nel 2011 che metteva letteralmente in ginocchio attività nautiche e turismo oltre a portare nel baratro molti cittadini già indebitati con le banche. La sentenza, non solo non assegna alcuna responsabilità a Regione e Provincia, ma impone agli alluvionati di pagare tutte le spese legali per un ammontare che supera i 15.000 euro».
«Una vergogna indicibile - aggiunge Ghirlanda - che porta situazioni di estrema miseria a essere ancora più aggravate. Molti alluvionati infatti non hanno neppure gli occhi per piangere, dopo aver perso le case per 4 volte in tre anni e dopo aver ricomprato tutto senza alcun aiuto dagli Enti, indebitandosi cosìcon banche e istituti di credito. Oltre al danno la beffa. Riteniamo questa una sentenza politica che di fatto vuole punire chi ha aderito a una causa finalizzata al riconoscimento dei risarcimenti mai ricevuti. Crediamo fermamente che quanto accaduto sia vergognoso. Quando si parla di cause di questo tipo che alla fine sono relative a povera gente che ha subìto una situazione pesante come quella di un alluvione, si può capire una sentenza che non da responsabilità, ma di fatto, imponendoci di pagare le spese legali, sembra quasi che la responsabilità sia nostra. Spero che chi ha emesso questa sentenza rifletta sulla situazione.
Faremo di tutto per ottenere giustizia à annunciamo fin d’ora uno sciopero della fame, se necessario e ci appelliamo alle forze politiche locali e nazionali affinchè si oppongano a questa vergogna, prendendo posizione. Speriamo che oltre alle passerelle politiche seguano anche delle chiare prese di posizione e un concreto aiuto agli alluvionati. Promettere opere a lungo termine è molto facile, ma aiutare concretamente la povera gente plurialluvionata che si è ripagata tutto da sola è molto più difficile. In questi anni siamo andati a bussare alle porte di tutti i politici, ricevendo tante promesse. Abbiamo immediatamente scritto una lettera al sindaco di Ameglia che conosce l’iter da noi percorso in questi anni e conosce bene la situazione di molti degli alluvionati. Molti non sono in grado neppure di arrivare a fine mese, figuriamoci pagare quelle cifre»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
