Tavolo istituzionale sul caso del cantiere Nca
CARRARA. Nuovo tavolo istituzionale dedicato alla vicenda Nca. Questa volta partecipano anche i rappresentanti della proprietà' e il presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli. Le istituzioni...
CARRARA. Nuovo tavolo istituzionale dedicato alla vicenda Nca. Questa volta partecipano anche i rappresentanti della proprietà' e il presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli. Le istituzioni locali non rilasciano dichiarazioni ma il presidente della provincia Narciso Buffoni si dice fiducioso.
«Nessuna dichiarazione, per far sì che il lavoro venga svolto in serenità. Parleremo quando ci sarà una soluzione definitiva»: Narciso Buffoni, presidente della Provincia e padrone di casa, ieri mattina al tavolo istituzionale dedicato a Nca, ha spiegato così la decisione presa insieme agli altri esponenti degli enti locali di non commentare l'esito della riunione. L'incontro si è tenuto a palazzo Ducale ed è stato presieduto dallo stesso Buffoni: presenti il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, il presidente della commissione Attività produttive del comune di Carrara Fabrizio Giromella, i sindacati, i rappresentanti della proprietà di Nca e, per la prima volta il presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli. Proprio questa partecipazione lascia pensare a un tentativo di imprimere una svolta al confronto, dopo le tensioni degli ultimi mesi. Baccioli, in sintonia con presidente della provincia e sindaco di Carrara, non si è sbilanciato e si è limitato a dire che si è trattato «di un incontro assolutamente normale».
Da inizio anno però, il clima all'interno della fabbrica di Viale Colombo è tornato rovente, a causa dei problemi sul mercato russo lamentati dall'azienda, della vicenda dei 40 operai “relegati” in sala mensa fino a metà marzo e da ultimo per la gestione dei corsi di formazione. Le maestranze sono arrivate a presentarsi a sorpresa in consiglio comunale, a Carrara, per sollecitare la politica ad attivarsi per chiedere chiarimenti sul futuro del cantiere. E' in questo clima che ieri mattina si è riaperto il tavolo istituzionale, sull'esito del quale però, i delegati degli enti hanno deciso di tenere la bocca cucita. E forse per fugare i sospetti che questo “silenzio stampa” sia solo l'ennesimo sintomo delle difficoltà della trattativa, Buffoni qualche parola, alla fine, se l'è lasciata scappare: «Ritengo che ci siano le possibilità di avere dei risvolti positivi e di arrivare a una conclusione soddisfacente del percorso» ha detto, infrangendo il patto con i colleghi, il presidente della provincia. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, stamani i rappresentanti delle istituzioni hanno lanciato alla proprietà un messaggio semplice e chiaro: «siamo pronti a discutere di tutto ma non dei livelli occupazionali sanciti nell'accordo di programma del 2012, quelli non si toccano» avrebbero detto, in sostanza Zubbani e Buffoni. Un atteggiamento di fermezza apprezzato dai sindacati e a cui l'azienda avrebbe risposto da un lato confermando i problemi sul suo mercato di riferimento, quello russo, e dall'altro annunciando di essere già impegnata nel tentativo di intercettare nuovi traffici e magari nuovi carichi di lavoro. La sensazione è che quello di ieri sia stato un incontro interlocutorio, in preparazione di una nuova e più approfondita riunione durante la quale la proprietà potrebbe essere chiamata a entrare nel dettaglio dei suoi progetti industriali. Un appuntamento dunque delicatissimo che – secondo i bene informati – potrebbe essere convocato presso la sede di Assindustria.
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