Il Tirreno

«Tappo» di detriti alla foce del Magra

«Tappo» di detriti alla foce del Magra

Eseguito dal comitato «I volontari» l’ecoscandaglio dei fondali

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AMEGLIA. Spedizione alla foce del Magra per valutare i fondali e i sovralluvionamenti: questa l’ultima performance del Comitato “I volontari del Magra” che, in autonomia, hanno effettuato una sorta di sopralluogo, con l’intenzione di depositare in Pricura i dati raccolti.

Il punto. «Situazione che come prevedevamo è drammatica alla foce del fiume - dichiara Luca Ghirlanda, presidente del comitato e di “Maipiù” la rete nazionale degli alluvionati - abbiamo scandagliato tutto il ramo finale del fiume, dalla Marina 3B fino alla foce, su una barchetta di basso pescaggio munita di ecoscandaglio tarato e certificato e abbiamo raccolto centinaia di dati che fotografano lo stato della foce del Magra. Per anni ci siamo affidati ai tecnici degli Enti preposti che non hanno mai rivelato i dati raccolti e adesso ci siamo stancati; tutti sanno che la foce è interrata ma nessuno ha il coraggio di dichiararlo con chiarezza. Ricordiamo le parole di Bocchia che non più di due mesi fa dichiarava che tutto il fiume presenta sovralluvionamenti per un valore che si aggira sui 4 milioni di metri cubi. Grazie all’aiuto di alcuni operatori nautici locali, siamo riusciti a organizzare la spedizione e il risultato, aihmè, come previsto è stato drammatico. La foce del fiume ha delle profondità inferiori ai 2 metri e presenta dunque un vero e proprio tappo. Oltre a ripresentarsi dunque una situazione che avevamo nel 2009 prima delle terribili alluvioni, questo primo dato rileva una grossa problematica per la nautica locale che rischia di essere ulteriormente affossata in quanto molte barche non riusciranno a uscire dal fiume e dai propri ormeggi durante la stagione estiva con notevoli ripercussioni. Anche le barche prodotte dai Cantieri Sanlorenzo e Intermarine con questa situazione avranno seri problemi per uscire dal fiume con altissimi rischi di danneggiare le eliche e gli apparati di propulsione. Non parliamo delle barche a vela che resteranno invece bloccate».

Le contromosse. Luca Ghirlanda, Antonello Andreani e Andrea Fiaschi, membri del Comitato, hanno così deciso di armarsi di pazienza e di fotografare questa situazione per poi rendere noti i dati raccolti e depositarli protocollandoli alla Procura della Repubblica oltre che a fornirli agli avvocati che stanno rappresentando il comitato nella causa contro Regione Liguria e Provincia di La Spezia presso il Tribunale delle acque di Torino.

Lo stato delle acque. «Il canale navigabile lato Fiumaretta è totalmente inesistente con fondali che si aggirano in media su 160 centimetri e i canali di attraversamento da un canale all’atro sono praticamente inesistenti - continua Ghirlanda - da notare anche che sotto la campata centrale del ponte ci sono oltre 5 metri mentre in quelle laterali dove giacciono ancora sul fondo i ruderi del vecchio ponte, i fondali sono minori del metro nel lato verso monte in quanto la sabbia è trattenuta dei residui del vecchio ponte affondati dopo l’alluvione dell’ottobre 2011 e mai recuperati e che fanno da barriera. Incredibile anche la zona davanti alla Marina 3B, lato Spezia, dove si sono create delle vere e proprie isole di sovralluvionamenti che bloccano completamente gli accessi alle darsene locali. In questa zona sono molte le barche spiaggiate all’ormeggio. Porteremo in Procura questi rilievi con la speranza che gli Enti preposti agiscano immediatamente per liberare almeno la foce che rappresenta un grosso rischio idrogeologico se legato al fatto che le arginature alla foce non sono ancora ultimate e non lo saranno neppure durante il prossimo autunno, periodo di grandi piogge. Riteniamo la situazione più grave di quello che ci aspettavamo ed è nostra intenzione mostrare i dati anche ai candidati al Governo della Liguria. Sabato pomeriggio li abbiamo mostrati a Giovanni Toti che era in visita ad Ameglia e al sindaco Giampedrone, ma lo faremo anche agli altri candidati che si mostreranno interessati a incontrarci. Abbiamo chiesto al sindaco di spingere ancora su questo tema perché sembra che molti stiano facendo orecchi da percante. Ma il rischio di un ennesimo disastro autunnale è davvero alto».

I dati raccolti. «Crediamo dunque - conclude Ghirlanda - che la situazione di immobilismo pre-elettorale che sta interessando questo periodo strategico per i dragaggi sia davvero grave e inaccettabile e ci auguriamo che anche le realtà nautiche si uniscano al nostro appello per difendere anche il turismo della prossima stagione estiva. Le foto che abbiamo raccolto, parlano da sole e le allegheremo al report dei dati che stiamo realizzando. È nostra intenzione incontrare anche la presidenza del Cantiere Sanlorenzo e del Cantiere Intermarine per mostrare lo studio fatto. Credo che le due realtà saranno seriamente interessate da questa problematica in particolare nei prossimi due mesi, quando, come per tutti gli altri Cantieri, sono previsti tanti vari e prove a mare. Porteremo questi dati a chiunque ce li chieda anche perché ci auguriamo che sulla nostra spinta vengano fatti dei sondaggi dettagliati con gli strumenti giusti dagli Enti preposti che non faranno che avvallare quanto da noi rilevato in modo empirico. Inoltre cercheremo un contatto presso la comunità europea per la tutela dei nostri diritti».

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di Redazione web