Sicurezza
Paura ai Poggi, caccia al commando che ha sparato cinque volte
Intanto il quarantenne nel mirino della gang è stato interrogato dalla polizia: non sa chi è stato Per trovare le due auto scure sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza
MASSA. Un commando di cinque uomini, su due auto di colore scuro, armati fino ai denti. Ecco chi sta cercando la polizia: sono loro che domenica sera hanno sparato cinque volte contro l’abitazione di un quarantenne dei Poggi e la sua famiglia. L’uomo, arrestato in passato per una storia di droga, è stato interrogato a lungo negli uffici della questura. Fino a notte inoltrata. E anche ieri mattina. La sua versione è che non era a casa al momento degli spari e quindi non ha visto nulla. I suoi familiari, invece, hanno sentito tutto e scorto le vetture che si davano alla fuga. È stata la madre a chiamare il 113. Poi è arrivato lui, avvertito da una telefonata.
L’impressione degli agenti è che abbia qualche sospetto su chi possa essere stato, ma che non voglia assolutamente collaborare con le forze dell’ordine. E questo fa temere una nuova escalation di violenza. Gli inquirenti escludono che si tratti della guerra tra bande, ma ipotizzano che sia stato un avvertimento per uno sgarro fatto dal quarantenne. Legato al mondo dello spaccio di cocaina. Il mercato locale. Una ricostruzione che sia la vittima sia la sua famiglia, tutelati dall’avvocato Carlo Biondi di Genova, non accettano: «Noi non sappiamo nulla, siamo soltanto vittime», hanno tenuto a precisare.
Mentre il quarantenne veniva interrogato, domenica sera le forze dell’ordine - oltre alle volanti della polizia c’erano le pattuglie di carabinieri e guardia di finanza - battevano il territorio in cerca del commando che aveva esploso i cinque colpi. Ricerche che sono proseguite anche per tutta la giornata di ieri. La sensazione è che abbiano lasciato la città immediatamente, perché chi indaga è certo che non si tratti di massesi.
Per capire quale è stata la via di fuga delle due automobili sono state acquisite le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza disseminate intorno alla zona dove è avvenuto il fatto.
È gente che, secondo una ipotesi investigativa, arriva da fuori, assoldata però da chi gestisce il mercato apuoversiliese della cocaina. L’altra sera ai Poggi si sono vissuti attimi di vera tensione.
I parenti del quarantenne, mentre lui era in questura, sono scesi in strada e, ancora sotto choc per quanto accaduto, se la sono presa con le forze dell’ordine: «Sapete chi sono, arrestateli. Cosa aspettate, che ci scappi il morto?».
Per questo altre auto sono arrivate a dare manforte. Intanto la scientifica tra mille difficoltà ha eseguito i rilievi, recuperando i bossoli davanti al portone di ingresso e fotografando i buchi fatti sull’intonaco.
I colpi sono di due calibri diversi, quindi due le pistole che hanno fatto fuoco. Da valutare restano un paio di testimoni che sono passati dalla strada dove erano posteggiate le due macchine dalle quali sono usciti gli uomini, quasi un commando, che hanno premuto il grilletto e sparato i cinque colpi contro l’abitazione. Non hanno fornito notizie fondamentali, ma probabilmente alcune indicazioni potrebbero rivelarsi utili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
