Il Tirreno

«Lavoratori offesi»: la Cgil querela per i post su Fb

«Lavoratori offesi»: la Cgil querela per i post su Fb

Il sindacato: sul social un’immagine distorta degli operatori sanitari La direttrice generale De Lauretis: così si getta fango su una categoria intera

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CARRARA. Tutti i lavoratori dell’Asl dal parrucchiere durante l’orario di servizio? A farsi la tinta o a fare la spesa dopo aver timbrato il cartellino? Un’immagine che per il sindacato vale una querela. E, dopo la levata di scudi di tanti operatori dell’azienda sanitaria che si sono sentiti feriti dalle parole postate sul social a difesa dell’infermiere assenteista arrestato, la Cgil annuncia di aver dato mandato ai propri uffici legali. Per querelare chi ha infangato in rete la reputazione dei lavoratori.

La battaglia della Cgil. Un infermiere assenteista che svolge un secondo lavoro durante l’orario di servizio. Arrestato in flagrante dai carabinieri.

Una difesa sul social, da parte di amici e parenti. E una frase precisa: «Sul banco degli imputati - si legge su Fb a proposito della vicenda - dovrebbero salire, allora, tutti gli infermieri da quello che va a casa a fare i mestieri, a quella che va a farsi il colore, a quello che va a prendersi una lunga pausa al bar».

Una frase che non è passata inosservata, che ha fatto infuriare tanti lavoratori dell’Asl. E prendere una posizione netta al sindacato. «Non si può sparare sul mucchio, e soprattutto non si può danneggiare l’immagine di tutti i dipendenti pubblici - tuona Valerio Musetti della Cgil - Gli stessi dipendenti che, negli ultimi quindici anni hanno dovuto fare i conti con un l’opinione comune di essere quelli che lavorano il meno possibile: non è assolutamente vero, il sindacato è impegnato ogni giorno a combattere questa immagine errata che ha danneggiato per primi i lavoratori stessi e una categoria intera». E per quel che riguarda la situazione specifica, quella dei dipendenti dell’Asl Musetti aggiunge. «Da anni, con i tagli a cui è andata incontro la sanità pubblica - spiega - infermieri e operatori socio sanitari hanno saltato le ferie, i turni di riposo, hanno tolto tempo alle loro famiglie per prestare la loro opera, anche in situazioni oggettivamente difficili e di disagio. Ecco, credo che ritornare alla storia degli infermieri che passano il tempo in pausa caffè non sia accettabile. E chi scrive queste cose, anche se lo fa su facebook, deve assumersene le responsabilità». Dalle parole ai fatti: il sindacato anche stimolato dalla pressione di molti lavoratori (e questo Musetti lo mette bene in evidenza) ha deciso di rivolgersi ai legali. E di sporgere querela per le frasi messe nero su bianco sul social.

La dirigente De Lauretis: assurdo gettare fango su tutta la categoria. Per parlare dei provvedimenti che saranno presi dall’azienda sanitaria locale nei confronti di Giuliano Laghi, l’infermiere arrestato (e rimesso in libertà in attesa del processo) dai carabinieri, è ancora presto. È stato comunque già avviato il percorso disciplinare. Ma intanto la dirigente dell’Asl 1, Maria Teresa De Lauretis, commenta così la frase che sul social ha dipinto i dipendenti dell’azienda come più spesso al bar e dal parrucchiere che in corsia.

«Con quelle parole si getta fango su tutta una categoria in maniera immotivata, inseguendo schemi e dicerie assolutamente non veritiere» dichiara la dottoressa De Lauretis. E aggiunge: «Se c’è qualcuno che fa il furbo ci sono i controlli e servono proprio a questo, a fare sì che certe situazioni vengano denunciate e fatte cessare. Ma non accetto le generalizzazioni sul nostro personale che ha sempre dato modo di dimostrare sensibilità e attaccamento al lavoro».

La mail al presidente Enrico Rossi e ai sindaci. A informare le istituzioni (dal presidente della regione all’assessore Marroni passando per i sindaci di Massa e di Carrara) del dibattito su facebook è stato il dipendente Asl e sindacalista (nella Rsu della Cgil) Evandro Dell’Amico: «Deve esserci nella pubblica amministrazione, contro i disonesti, i ladri ed i corrotti ...tolleranza zero ! Nella propria vita, l'italiano medio anche se parente o amico di un arrestato in flagrante a fare il doppio lavoro dovrebbe decidere se vuol fare il garantista oppure no, oppure solo umoralmente a corrente alternata, senza peraltro infangare l'operato di un' intera categoria di lavoratori».(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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