Il dolore
Avvocato finisce sotto processo
Una intricata vicenda di soldi in cambio di affitto e firme in bianco
CARRARA. “Usurpazione di funzione pubblica” – si sarebbe cioè sostituito a un ufficiale giudiziario in un aprocedura di pignoramento di beni – ; “utilizzo di foglio in bianco” – avrebbe in questo caso fatto firmare un foglio a una cliente e lo avrebbe poi utilizzato per attestare un pagamento in realtà non effettuato –; “esercizio arbitrario delle proprie ragioni” – in pratica avrebbe portato via, senza averne diritto, il mobilio di un bar e lo avrebbe deopsitato in un container –. Sono le accuse mosse a un avvocato del foro di Massa Carrara, Giuseppe Pintus, nei confronti del quale si è aperto ieri il processo, davanti al giudice Giovanni Sgambati. La difesa del legale, rappresentata dagli avvocati Enrico Marzaduri e Walter Mattarrocci, ha chiesto il rito abbreviato.
La vicenda che ha portato l’avvocato Pintus a giudizio è complessa. Si tratta di una serie di atti legati all’affitto e poi al pignoramento di un bar in viale Zaccagna (un bar poi chiuso, dove ora è in funzione un’altra attività). Secondo l’accusa, il legale avrebbe cercato di farsi consegnare dalla Auto 2G e dalla Auto G, le due società che avevano dato in affitto il locale, 15.000 euro (richiesta poi scesa a 5.000) in cambio della riconsegna dell’immobile. Avrebbe inoltre “usurpato” il ruolo dell’ufficiale giudiziario quando, nell’ambito dell’esecuzione di un decreto ingiuntivo, si doveva procedere al pignoramento dei beni del locale. Da questa controversia, le querele da parte dei titolari delle società (Auto 2 G è il concessionairo Ford) che ha portato al processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google