Il Tirreno

Infermiere assenteista, la difesa è su facebook

L'ospedale di Carrara
◗
L'ospedale di Carrara

Parenti e amici sul social giustificano l'operatore dell'Asl arrestato, e se la prendono con i giornalisti

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La cronaca: Giuliano Laghi un infermiere di 58 anni dell’Asl, che si occupa di assistenza domiciliare ai malati, viene colto in flagrante a svolgere un altro lavoro, in una cooperativa agro-alimentare, la Co.pac, durante l’orario di servizio.

I carabinieri, dopo alcune segnalazioni lo hanno arrestato venerdì scorso contestandogli, dopo aver sentito come testimoni alcuni pazienti e personale dell’Asl, le ipotesi di reato di truffa aggravata e peculato. Perchè alla Copac di Avenza ci andava spesso con l’auto che l’azienda sanitaria locale gli affidava durante il servizio.
Il cinquantottenne è finito in manette, il pm ha dichiarato legittimo l’arresto e lo ha subito rimesso in libertà in attesa del processo.

Fin qui la cronaca. I fatti. La ricostruzione di una vicenda sulla base di una nota precisa e dettagliata dei carabinieri. Quello che succede dopo è una crociata in difesa dell’infermiere arrestato, a causa dell’assenteismo sul posto di lavoro e il doppio lavoro. Una difesa che, prima di arrivare al processo, si fa su Facebook da parte di amici e parenti. Che trova molte condivisioni (oltre una quarantina solo su una bacheca del social dove è stata postata la difesa) e che individua come colpevoli i giornalisti, «che per vendere più copie venderebbero pure la madre» (così in un commento testuale, quelli che si possono riportare perché buona parte degli altri sono farciti di insulti).

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.11223192:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11223192:1652027749/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]In sostanza non ci si stupisce, non ci si indigna, ma si giustifica l’assenza dal servizio per svolgere un altro lavoro. E qualcuno aggiunge una annotazione: «Sul banco degli imputati - si legge su Fb a proposito della vicenda - dovrebbero salire, allora, tutti gli infermieri da quello che va a casa a fare i mestieri, a quello che va a farsi il colore, a quello che va a prendersi una lunga pausa al bar».

Insomma se da una parte c’è la difesa a spada tratta dell’infermiere colto in flagrante a svolger eun altro lavoro durante l’orario di sevrizio. Dall’altro si getta ben più di un’ombra su altri colleghi. Su un’intera categoria. Ma intanto, dopo il caso dell’infermiere di Avenza, culminato con l’arresto in flagranza di reato, i controlli per contrastare l’assenteismo nel pubblico impiego continuano. E sono portati avanti dagli stessi carabinieri e dal nucleo dei Nas già da settimane.

Per quel che riguarda la vicenda dell’operatore arrestato l’Asl nelle prossime ore l’azienda sanitaria ha annunciato un provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Non è ancora chiaro se si tratterà di un demansionamento o di una sospensione temporanea dal lavoro. E sulla vicenda dei controlli a tappeto per arginare l’assenteismo nei pubblici uffici anche la Procura sta lavorando, con l’obiettivo di far emergere le situazioni di illegalità. Anche attraverso segnalazioni come quelle che sono arrivate ai carabinieri e che hanno fatto partire l’attività investigativa a carico dell’operatore dell’Asl finito in manette. Insomma un giro di vite che sembra solo essere all’’inizio e che riguarderà tutti gli uffici pubblici della provincia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa