La manifestazione
Zero stazioni per disabili: «Servizio bus da rivedere»
MASSA. La carta dei servizi 2015 di Ctt (Compagnia Toscana Trasporti in cui è entrata a far parte Atn) è in «netto contrasto» con gli impegni presi dal Comune e, soprattutto, con i diritti dei...
MASSA. La carta dei servizi 2015 di Ctt (Compagnia Toscana Trasporti in cui è entrata a far parte Atn) è in «netto contrasto» con gli impegni presi dal Comune e, soprattutto, con i diritti dei disabili. A dirlo è il consigliere Cinque Stelle, Matteo Paci, in un'interpellanza rivolta al primo cittadino, Alessandro Volpi. Come è possibile – chiede il consigliere - «che sia stato concesso, senza alcuna supervisione del Comune di Massa, un contratto di servizio fra la Provincia e Ctt che esplicitamente neghi il servizio per disabili tra i punti dell'offerta commerciale»? Se infatti la società scrive di avere come principi «l'eguaglianza e l'imparzialità» e di offrire il servizio a tutti, senza distinzione di razza, sesso o condizione psicofisica, tra le offerte commerciali il servizio per disabili non è contemplato.
E questo nonostante – ricorda Paci- nel 2014 il Comune abbia approvato una mozione e un ordine del giorno con i quali, da una parte, si impegnava ad aprire un tavolo con le aziende di trasporto pubblico (atto n.10 del 18 febbraio), cosa che non è avvenuta, e dall'altra si incaricava di adottare le linee guida della convenzione Onu sui diritti delle persone disabili (atto n.69 del 27 novembre). Il contratto di Ctt sembra invece andare da tutt'altra parte. Alla teoria (appena spiegata) si aggiunge la pratica: per avere tariffe agevolate (per le categorie svantaggiate) i cittadini possono acquistare i titoli di viaggio solo se in possesso di una tessera di riconoscimento del costo di 6 euro. Cosa inusuale secondo il consigliere comunale.
Ma c'è dell'altro: guardando la tabella di misurazione della qualità del servizio per disabili, si leggono gli obiettivi della società. Ebbene gli autobus con pedana passeranno (negli intenti) dal 56%al 31 dicembre 2014 al 65% entro il 31 dicembre 2015 e i mezzi attrezzati con ausili per non vedenti passeranno dal 35,1 per cento al 40 per cento. Le autostazioni accessibili invece passeranno da zero a zero. Perché, chiede Paci, «è stato fissato come obiettivo percentuale di bus accessibili rispettivamente al 65 e al 40% e non il 100% per cento come negli altri comuni italiani»? E perché ancora «la percentuale di autostazioni accessibili è nulla in netto contrasto con gli impegni assunti dal Comune di Massa»? Paci chiede al sindaco che venga anche resa pubblica una lista completa degli autobus in uso forniti di pedana e con gli ausili per non vedenti e su quali linee vengano usate. Infine chiede «se i tredici punti vendita sul territorio provinciale autorizzati alla vendita di biglietti elencati nella carta dei servizi risultino privi delle barriere architettoniche».
Melania Carnevali
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