Sicurezza
Elezioni regionali, fuori Milene Mucci nuovo scontro nel Pd di Massa Carrara
I civatiani: minoranze non rappresentate. Martina Nardi: questo è sessismo. Cesare Leri replica: questa è la lista di tutti i Democratici
MASSA CARRARA. Loris Rossetti e Giacomo Bugliani; Silvia Dell’Amico e Martia Cristina Volontè. Sono questi quattro candidati di Massa Carrara alle elezioni regionali. Fuori resta Milene Mucci, ed è subito polemica-
La direzione provinciale del Pd ha sancitoquel che aleggiava da giorni: 5 nomi per 4 caselle erano troppi, uno, quello di una donna (le candidature devono rispettare la parità di sessi) doveva essere eliminato. E la scelta è caduta su Milene Mucci, esponente della minoranza civatiana. Il quadro, dunque è: un candidato che si dichiara renziano, Buglgiani; tre candidati vicini alla segreteria e dunque all’asse Leri-Rigoni.Il voto in direzione è stato partecipato: 67 componenti su un totale di 81 aventi diritto. «E' la lista di tutto il partito - ha commentato con soddisfazione il segretario Cesare Leri - abbiamo deciso in un clima sereno dimostrando di essere un partito dove si discute e poi si decide nel rispetto di tutti». A via Groppini si sottolinea anche come il risultato ottenuto non sia da poco, tenuto conto che in altre federazioni della Toscana in un clima infuocato come è avvenuto a Pisa, Siena, Grosseto che non sono riuscite a chiudere in modo pacifico una lista da inviare alla direzione regionale.
Ma la componente civatiana parla di “nessuna sorpresa” per le decisioni della direzione. «Ricordiamo – continuano i civatiani – che esiste in merito alle elezioni regionali un documento, votato all'unanimità dalla assemblea regionale nello scorso febbraio, nel quale si raccomanda nella composizione delle liste pari rappresentanza e presenza di tutte le anime del partito. L’area che noi rappresentiamo è composta da amministratori, militanti e dirigenti distribuiti su tutta la provincia con un lavoro politico e di presenza indiscutibile. Questo avrebbe dovuto essere valorizzato e tenuto in rilievo.Il regolamento del Pd toscana prevede la valutazione da parte della direzione regionale delle liste proposte proprio per correggere dove si fossero create situazioni di non rispetto delle indicazioni date. In questo confidiamo rimandando la richiesta di essere presenti, come area politica e di pensiero nella lista della nostra provincia, alla prossima riunione della direzione regionale del Pd che avverrà come da regolamento entro il 16».
Durissimo il commento della deputata apuana Martina Nardi, (che da Sel è passata al gruppo Pd ma non è ancora iscritta): «Quello andato in scena nella direzione provinciale è uno di quegli spettacoli che non si dovrebbe mai vedere. Diretto da un gruppo dirigente inadeguato e non all'altezza delle sue funzioni, a partire dalla gestione di un’assemblea. Le solite persone che da anni dettano le regole, improvvisando e al tempo stesso destando forte preoccupazione».La Nardi ritiene che prima sia stato creato un problema: quello con cui è stato chiesto di candidare una donna in più, rispetto a quanto fosse possibile. E sapendo che la minoranza “civatiana” avrebbe individuato una candidata femminile. Un modo di giocare con le donne, segno di un atteggiamento sessista. Grave – continua – che si sia stato chiesto di votare senza aprire una discussione che facesse maturare una proposta unitaria. Per di più in maniera palese. Quando chi fa politica sa che sui nominativi il voto è sempre stato segreto. E facendo votare inspiegabilmente anche su quelli maschili, quando essendo gli unici due, la loro candidatura risultava automatica».
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