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Due escursionisti salvati con il Pegaso

Due escursionisti salvati con il Pegaso

Stavano scalando la parete rocciosa delle guglie di Vacchereccia quando non sono riusciti più andare avanti né indietro. Uno all'ospedale in stato di choc

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MASSA CARRARA. Le guglie di Vacchereccia chiedono allenamento, non si può scherzare con una parete di roccia di quella maniera: se non si è al cento percento della forma non conviene neppure provarci. Perché il rischio è di fare la fine dei due trentenni salvati ieri nel primo pomeriggio dal Pegaso partito da Pavullo, Reggio Emilia. Erano rimasti bloccati a mezza strada, non potevano andare né su né giù. Uno di loro nel tentativo di districarsi da quella situazione è anche caduto, per fortuna senza farsi nulla di serio. Anche se è stato portato al pronto soccorso di Carrara per degli accertamenti che hanno escluso comunque lesioni. L’amico invece è stato riportato a Vinca dove è potuto salire in auto e raggiungere l’ospedale per assincerarsi delle condizioni del compagno.
Gli uomini del soccorso alpino di Carrara e Lunigiana non potevano andare in parete a recuperare i due escursionisti perché sarebbe stato pericoloso. Ma hanno guidato le operazioni dal basso. Il loro intervento è stato indispensabile per rintracciare i due ragazzi. Che per fortuna avevano con loro l’attrezzatura adatta per lanciare l’sos.
Le operazioni in tutto sono durate un’ora circa, poi il volo verso Vinca e la base del Cinquale per portare il ferito (ma era più lo choc) all’ospedale.

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