Attenzione
Coltellate alla lucciola: arrestato È disoccupato e padre di 2 bimbi
L’uomo aveva aggredito una giovane romena: l’accusa è di tentato omicidio, violenza e rapina La ragazza si era rifiutata di avere un rapporto sessuale non protetto. E lui l’aveva colpita due volte
MASSA. Era una persona pericolosa, molto pericolosa. Sono le accuse a confermarlo: tentato omicidio, violenza sessuale e rapina. Contestazioni che hanno portato all’arresto di un operaio di 45 anni disoccupato residente nella provincia spezzina con alle spalle una lunga sfilza di precedenti per furto e rissa. È lui secondo la procura e i carabinieri del nucleo operativo ad aver accoltellato una giovane lucciola romena in viale Roma la notte del 22 febbraio. Due fendenti, hanno stabilito i medici, che potevano portare alla morte della prostituta, soprattutto quello sferrato alle spalle della ragazza mentre tentava di scappare; un centimetro più in profondità e avrebbe colpito il polmone facendolo collassare. Il suo nome gli inquirenti al momento non lo possono rivelare per motivi investigativi (c’è da recuperare un oggetto portato via alla vittima e potrebbe essere in mano a un complice), ma si sa che è sposato ed è padre di due bambini. Quando ha visto i carabinieri prima ha tentato di tenere la compagna all’oscuro di tutto, poi quando il suo castello di bugie è crollato è scoppiato in lacrime.
Ci sono voluti quasi due mesi di indagini, delicate. Gli inquirenti sono partiti da quello che aveva raccontato la ragazza. Aveva descritto sommariamente il suo aggressore, ma aveva fornito un elemento determinante: il modello e il colore della vettura che l’operaio aveva usato per scappare. E così grazie alle telecamere disseminate in città è stato possibile isolare la Volkswagen Polo nera. Dai video gli uomini del Norm, guidati dal tenente Rosa Sciarrone, hanno stabilito l’ora di arrivo a Massa della vettura, il suo tragitto e poi il momento della fuga. Il disoccupato ha sempre percorso l’Aurelia e in città è venuto soltanto per andare con una prostituta. A colpo sicuro, scegliendo quella zona come se fosse un assiduo frequentatore. Ingrandendo le immagini l’Arma ha trovato la targa e l’identità del proprietario, che poi era proprio l’operaio. Aveva dei precedenti così sono riusciti ad avere una foto segnaletica, che hanno mostrato alla ventenne. Lei lo ha riconosciuto all’istante, senza se e senza ma. Sono iniziati gli accertamenti e poi venerdì pomeriggio l’appostamento nei pressi dell’abitazione: due pattuglie in hanno aspettato il rientro dell’uomo. Quando il tenente Sciarrone ha visto la Polo ha fatto un segnale ai suoi ed è scattato il blitz: il quarantacinquenne è stato ammanettato senza rendersi conto neppure di quello che gli stava accadendo. Tanto che ha confesstao un paio di furti che aveva fatto nei giorni scorsi, senza che nessuno glieli avesse contestati (le rivelazioni saranno oggetto di ulteriori indagini). Quando la moglie si è accorta di quello che stava accadendo, ha tenuto in casa i bimbi ed è scesa a parlare con i militari. E ha scoperta la verità. Ha guardato il marito e gli ha gridato «carogna» in faccia. Poi gli ha voltato le spalle ed è sparita.
L’inchiesta non finisce qui, perché il sospetto della procura - titolare dell’indagine è il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono - è che ci sia almeno un complice.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
