Sicurezza
Liberazione, studenti protagonisti della celebrazione
Alla scuola Parini di Romagnano letture e graffiti Il consiglio comunale riunito in forma solenne
MASSA. «Cari compagni, questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuole fare più vittime possibile. La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il faro della libertà».
Sono le ultime parole di Giordano Cavestro, partigiano parmense fucilato il 4 maggio del 1944 dalle truppe nazifasciste all'età di 18 anni. A leggerle a un microfono è uno degli alunni dell'istituto comprensivo Massa 6 “Parini” di Romagnano, dove ieri mattina si è tenuta la cerimonia per il settantesimo anniversario della Liberazione della città di Massa. Quest'anno, il ricordo di quel 10 aprile 1945, è passato proprio da lì: dalle lettere dei condannati a morte, studiate, capite e raccontate dai pronipoti di quella generazione.
Sono passati settanta anni dalla Liberazione, ma la storia ha vissuto di nuovo in quelle parole, nei fazzoletti rossi che alcuni alunni portavano al collo, nelle foto, negli slogan, nei racconti di chi invece la storia l'ha vissuta. Le istituzioni sono arrivate alla scuola dopo l'apertura del consiglio comunale solenne nell'atrio del municipio e la deposizione delle corone commemorative (al Monumento ai caduti e al cippo in ricordo del partigiano Naldo Pegollo, in piazza Aranci, e al Monumento alla Resistenza, in piazza Matteotti). Erano presenti alla celebrazione la prefetta, Giovanna Menghini, alcuni consiglieri comunali, gli assessori e il sindaco, Alessandro Volpi che, da buon professore di storia, ha ricordato come «questa ricorrenza si lega alla ricorrenza del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale, dove tutto è iniziato».
E, mentre nell'atrio della scuola andava avanti la celebrazione con gli interventi, la lettura delle lettere dei condannati a morte e i canti, dalla parte opposta piccoli writers realizzavano graffiti a tema liberazione.
Tre scritte con tre messaggi: “unione”, “libertà” (con tanto di simbolo dell'anarchia” e “antifa”. «Perché il fascismo è il male assoluto», dice uno degli alunni.
«Questa giornata – commenta il presidente del consiglio comunale, Domenico Ceccotti – non è solo la giornata della Liberazione di Massa, ma anche la giornata della Liberazione di questa scuola. Romagnano viene considerato un quartiere di serie b e di conseguenza anche la sua scuola, che invece oggi ha potuto dimostrare la sua vivacità e la sua bellezza. Ci sono alunni volenterosi, profondi e pieni di iniziativa». Non c'è alunno o alunna infatti che non abbia letto con commozione la “propria” lettera, a dimostrazione del fatto che, la storia, l'hanno capita.
«Addio bel sogno tante volte cullato nei miei più vaghi pensieri di una vita felice», legge una alunna. Firmato Giacomo Cappellini, fucilato nel marzo 1945 all'età di 36 anni.
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