Il Tirreno

sicurezza

Lungomare assediato dai ladri

Chiara Sillicani
Il lungomare in una foto d'archivio
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Il lungomare in una foto d'archivio

Si fingono ciclisti e rubano nelle auto: fanno razzia da Ronchi al Pontil. Rompono i finestrini, prendono le borse, rubano soldi e bancomat

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MASSA.Niente è lasciato al caso, di improvvisato non c’è nulla: chi mette a segno i colpi sa dove andare a parare. È non sbaglia:individua l’obbiettivo, lo tiene d’occhio e agisce. In una parola: un professionista. <QA0>

Le modalità d’azione. Non topi d’appartamento, non ladri improvvisati che tentano lo scippo, ma un gruppo organizzato che si muove sul lungomare e fa razzia: passa al setaccio tutte le automobili e, a fine serata, porta a casa un bel bottino. Le modalità d’azione sono collaudate: i professionisti del furto in auto si muovono in due e sono “camaleonti”, passano inosservati, si mimetizzano tra amanti del fitness e delle due ruote. Spesso con tuta e scarpe da tennis corrono sul marciapiedi. Spesso salgono in sella alla bicicletta e si “dilettano” avanti e indietro sul viale a mare. Corrano o pedalino, gli occhi sono sempre puntati verso le auto per scovare borse e marsupi rimasti su sedili e tappetini. Tu arrivi sul lungomare, primo pomeriggio, sole che spacca le pietre, posteggi e non ti accorgi che qualcuno ti sta guardando, controlla ogni tuo movimento e soprattutto si accerta di quello che porti con te e di quello che, invece, lasci in auto.

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Chi è più a rischio. Le vittime “privilegiate” sono le donne: per camminare con comodità devono liberarsi della loro amica fedele, la borsa. Mettono in tasca qualche spicciolo e si concedono una passeggiata. La borsetta finisce quasi sempre nascosta - così credono - sotto il sedile posteriore o nel portabagagli. Ma il ciclista dall’occhio lungo ti vede e appena sei così lontana da non poter più controllare la tua macchina, passa in azione. Un battibaleno: botta al finestrino, magari con un martelletto, vetri in frantumi e via la borsa dal sedile.
Se è nascosta nel portabagagli, l’operazione richiede qualche secondo in più, ma i ladri non demordono, abbassano il sedile posteriore - è da lì che passano - e allungano le braccia fino al bagagliaio. Poi la fuga. E beccarli è davvero dura: del resto perché un ciclista o un ragazzo che corre dovrebbero dare nell’occhio?
E proprio per non farsi notare, gli esperti del furto si liberano della borsa in un batter d’ali, soprattutto se è ingombrante, la gettano nei cassonetti del sudicio, nei tombini, nei fossi, tra le pinete sul viale interno. Lo scopo dei ladri è mettere le mani sui contanti e sul bancomat per tentare di clonarlo e spillare soldi dal conto corrente. Ma ai ladri finiscono anche i documenti, i cellulari e i portachiavi e a chi ha subito il furto tocca cambiare le serrature di porte e portoni. Una bella spesa che si somma alla perdita di denaro e al costo del vetro del finestrino.


Le zone più “battute”. Una zona immune non c’è, ci sono però zone “privilegiate” dai ladri. E una di queste è il lungomare, soprattutto all’altezza di Ronchi - lì un furto c’è ogni pomeriggio - e nelle vicinanze di piazza Bad Kissingen e viale Roma (in direzione Viareggio), sul lungomare Vespucci. Ma anche i posteggi davanti al pontile sono presi di mira. Più a rischio sono le auto parcheggiate lato mare: lì - è una possibile spiegazione - la fuga è più semplice. Non soltanto un marciapiede ampio, ma la spiaggia che permette di far perdere le proprie tracce molto rapidamente. Non ci sono invece ore del giorno o periodi dell’anno in cui il rischio furto si riduca: anche in pieno giorno, anche all’ora di pranzo, in piena luce. Mentre le famiglie passeggiano. Sempre.
E se nel mirino sono le auto con borse, borsette e marsupi sul sedile, capita anche che il ladro tenti il colpo con l’unica logica “del caso”: sfonda il finestrino e punta a quanto nascosto nel portabagagli. Così, nonostante tu abbia avuto ogni attenzione e abbia portato tutto con te, a fine passeggiata, ti ritrovi con un finestrino distrutto e un sedile posteriore invaso dai vetri.

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