Il dolore
«Nessun posto a rischio pochi trasferimenti a Pisa»
L’azienda sta pensando anche al personale per ridurre al minimo i disagi Delegato Filt Cgil: vanno tolte le barriere architettoniche alle fermate
CARRARA. La riorganizzazione del servizio bus passa anche dalle amministrazioni comunali che pianificano l’urbanizzazione delle città: è convinzione di Ctt, che comunque riconosce una certa attenzione da parte di Massa e di Carrara.
La riorganizzazione logistica invece, del parco mezzi e del personale passa tutta dentro l’azienda dei trasporti: e i vertici assicurano che i lavoratori del deposito resteranno su Massa Carrara, mentre fra i lavoratori degli uffici, una piccola parte (4 o 5) saranno trasferiti a Pisa su una trentina di addetti complessivi fra esercizio e amministrativi. «Nessun posto di lavoro a rischio». «Cerchiamo di minimizzare i disagi dei trasferimenti, con modalità opportune. L’operazione che sta attuando l’azienda è anche di salvaguardia dell’occupazione», dicono il presidente Andrea Zavanella e l’amministratore delegato Alberto Banci.
I sindacati seguono l’operazione Ctt con grande attenzione.
«La situazione in parte è un po’migliorata, ma occorre una riorganizzazine delle corse dei bus, anche in vista dell’apertura del nuovo ospedale provinciale. E anche delle linee fra la stazione di Massa e altre località: c’è un po’ di confusione, la gente non comprende bene i tragitti. – dice Leonardo Fazzi delegato Filt Cgil – Per il resto l’azienda Ctt sta riorganizzando l’officina, ci sono i pezzi di ricambio».
Il grave problema che manda su tutte le furie gli utenti del servizio pubblico di trasporto, è il fatto che il parco mezzi dei bus a Mass Carrara è vecchio, con un’età media di 12-15 anni. Guasti continui, corse che saltano, utenti, studenti, che restano ad attendere mezzi che non arrivano o arrivano in ritardo. Problemi più volte segnalati anche sulle lunghe percorrenze degli extraurbani fra la costa e la Lunigiana.
«Speriamo che con l’arrivo dei bus nuovi, e altri previsti a settembre la situazione migliori sostanzialmente – dice Fazzi – anche per i disabili. I mezzi nuovi hanno pedane manovrate a mano, ma in molte fermate ci sono barriere architettoniche (pali della luce, pali degli orari dei bus, marciapiedi senza scivoli, panchine e a volte anche uto parcheggiate), che impediscono ai bus di avvicinarsi adeguatamente ai marciapiedi. Va risolta anche questa cosa. Sull’extraurbano in Lunigiana, sono stati fatti, con l’ok sindacale, subappalti (perché qua mancavano mezzi lunghi, quelli a tre porte) a una cooperativa che copre tre turni, due su Pontremoli e uno ad Aulla. In estate probabilmente il servizio verrà riorganizzato».
C’è qualche dubbio fra il personale viaggiante di Ctt Atn, per i nuovi bus a due porte, che secondo l’azienda sono funzionali anche ad arginare il fenomeno dell’evasione dei biglietti (da una parte si sale e dall’altra si scende). Ma la faccenda delle due prote con una uscita e juna entrata obbligatoria, preoccupa il personale perché nelle ore di punta, in estate o durante l’anno scolastico, si possono formare delle code di gente che deve uscire tutta dallo stesso sportello (anziché da due).
Altri problemi, sottolinea Fazzi della Filt Cgil, riguardano la necessità di bus corti sia per i paesi montani che per i paesi della Lunigiana. Ma i cinque che arriveranno inun secondo tempo, dovrebbero almeno in parte rispondere a questa esigenza.
«Finora istituzioni e sindaci non si sono occupati molto del servizio del trasporto pubblico. – dichiara Fazzi – e ad esempio ci chiediamo: quando verrà attivato il nuovo capolinea a Carrara?». L’assessore Giuseppina Andreazzoli, in merito al capolinea dice che il problema verrà affrontato, e non aggiunge altro. Di fatto il capolinea resta per ora nel piazzale davanti all’ospedale mentre quello realizzato in via Don Minzoni non decolla. Così si perpetua da anni quel capolinea provvisorio nella piazza Sacco e Vanzetti davanti all’ospedale: «Ma – sottolinea Fazzi - lì, mancano i servizi igienici e c’è un gabbiotto per gli utenti». Invece sul fatto che i Comuni non si siano molto preoccupati del trasporto pubblico l’assessore Andreazzoli smentisce il commento sindacale almeno su un aspetto specifico: spiegando che «ad esempio il Comune di Carrara ha fatto delle integrazioni, anzie reintrgrazioni, al servizio pubblico. Anni fa furono soppresse corse la mattina dei giorni festivi, e anche il sabato e la domenica. Il Comune le ha ripristinate a proprie spese».
E il capolinea a Massa? Il sindaco Alessandro Volpi dice laconicamente: «Dovrebbe essere collocato presso la stazione...». Se ne parla da anni. Sì, commenta il sindacalista Fazzi: «Il capolinea che è in via Europa doveva essere provvisorio. E’ ancora lì. A Massa occorre ristrutturare tutto il servizio, anche per quando entrerà in funzione l’ospedale nuovo. I progetti ci sono ma sono da attuare». Finirà l’incubo dei bus vecchi che si guastano o si incendiano per la strada?(c.car.)
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