Il Tirreno

In crisi i piani edilizi dei privati

di Manuela D’Angelo
In crisi i piani edilizi dei privati

Solo due dei tanti progetti Piuss sono stati completati. Ko anche la Conca

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MASSA. La crisi affossa quasi tutti i progetti Piuss di iniziativa privata e infatti, allo scadere dei cinque anni di tempo che i cittadini avevano per concludere i lavori, a Massa di queste opere ne sono state avviate parzialmente soltanto due (via Benedetto Croce e Capaccola), mentre le altre sono cadute nel dimenticatoio e una rischia di essere cancellata del tutto, per mancanza completa di autorizzazioni. Ma andiamo con ordine: il Piuss prevedeva la possibilità per i soggetti privati di presentare progetti, anche a fini di lucro che, pur non potendo beneficiare di cofinanziamento da parte della regione, avrebbero potuto giovare di percorsi più veloci rispetto a quelli ordinari. L’obiettivo centrale del Piuss era quello di recuperare gli spazi urbani per restituirli alla vita economica, sociale e culturale della città, per una riqualificazione del territorio, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione e promozione culturale. Sulla carta fu una grande occasione per i privati, che avrebbero potuto realizzare il loro progetto usufruendo di alcune corsie preferenziali, unendoci l’opera di interesse pubblico, come richiesto dal Piuss. Peccato che ai privati sono mancati i soldi per realizzare le opere. A Borgo Ducale si stavano realizzando appartamenti, in cambio di un ampio parcheggio e del recupero ad uso pubblico della vecchia segheria, ma ad oggi, secondo gli uffici comunali, sono stati alzati soltanto due piani e il progetto è fermo. In standby anche il progetto del Pomerio Ducale, palazzo più parcheggio, il primo realizzato in 4 piani, il secondo invece ancora terreno coperto dai rovi. C’era poi la Concia, area in realtà in gran parte di proprietà della Provincia, dove doveva essere realizzato, grazie alla sinergia tra i due enti, un centro giovanile di cui non si hanno più notizie. Infine, c’è la Conca, nel cuore del centro storico, un terreno degradato, abbandonato addirittura dai tempi della seconda guerra mondiale, di proprietà privata, con i ruderi di un edificio crollato nel 1944, il cui progetto prevede ancora la costruzione di un edificio alto fino a 12 metri, in parte destinato a negozi e in parte ad abitazioni e uffici con ben 1300 mq da destinare ad area verde pubblica. Questo progetto potrebbe essere cancellato completamente perché i proprietari hanno fatto scadere tutti i termini e oggi non sono in possesso neanche della convenzione con il comune. Pare che, avendo trovato le risorse, i titolari del progetto abbiano chiesto al sindaco Alessandro Volpi una proroga di tre anni, come previsto dalla legge regionale 65 che però, spiega il primo cittadino, “dal 2015 si applica a progetti del futuro e non agli attuali strumenti in possesso delle amministrazioni; occorrerebbe una forzatura da fare in consiglio comunale- dichiara Volpi- a ridosso del Regolamento urbanistico, previsto per la prima metà di giugno e nel quale quindi il progetto della Conca potrebbe essere inserito come variante. Insomma, se adesso i soldi per la Conca ci sono, nulla è perduto”.

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