Il dolore
A villa Ceci scatta l’emergenza polveri
Polemiche sul traffico pesante in viale XX Settembre ma la via delle segherie resta chiusa per ultimare la messa in sicurezza dell’argine
CARRARA. Le fastidiose polveri legate al traffico pesante, dopo avere tartassato per anni la zona della Lugnola in città (con proteste di residenti finché è stata realizzata la strada dei marmi), ora suscitano le lamentele di abitanti di viale XX Settembre ad Avenza, nella zona dove sbuca la via temporanea di emergenza tracciata dentro l'area Ceci, e realizzata dal Comune dopo che, a seguito dell'alluvione del 5 novembre 2014, via Argine destro fra via Giovan Pietro e Marina è stata chiusa al traffico. E non si sa quando verrà riaperta. Perchè per il momento, per motivi di sicurezza, le transenne che rendono off-limits l’accesso elle segherie, sono destinate a rimanere.
La protesta per le polveri. I camion che operano per alcune delle aziende di via Argine destro, hanno ora un percorso obbligato dentro l'area di Villa Ceci, ma si trovano inevitabilmente a passare in viale XX Settembre vicino al viadotto autostradale.
Un via vai frequente, raccontano gli abitanti di case situate dalla parte opposta del viale (dove ci sono residenze singole e palazzi).
«La polvere in questa zona è aumentata da mesi- dicono - Abbiamo segnalato al Comune il problema, ma finora senza risultato. I camion che passano sono tanti durante il giorno. Vorremmo che fossero fatti lavaggi di questo tratto di viale, per abbattere la polvere. Se con la stagione più calda pioverà di meno, quanta altra polvere che rimarrà nell'aria dovremo respirare?»
Ecco perché via Argine Destro resta ancora chiusa. Per i residenti di viale XX Settembre, nella zona della Doganella, non sarà una buona notizia. Perché i camion, così dicono i tecnici della Provincia, sono destinati a passare ancora nella strada temporanea di villa Ceci. Per una questione di sicurezza: ossia per tenere del materiale (terra e detriti) dietro quelle palancole che hanno di fatto “tappato” il pezzo di argine crollato evitando le infiltrazioni d’acqua.
A fare il punto della situazione - per quel che riguarda la messa in sicurezza del pezzo di muro che si è sbriciolato il 5 novembre scorso mandando sott’acqua mezza Marina, è l’ingegner Gianluca Barbieri, dirigente ai lavori pubblici a Palazzo Ducale.
«Il provvedimento tampone è stato ultimato, in attesa del lavoro complessivo della Regione - spiega - ma, nel frattempo, un po’ di materiale dietro le palancole non guasta- E questo perché non vogliamo essere sicuri, ma strasicuri, che non ci sia il minimo rischio».
In sostanza il tratto di via Argine Destro che porta alle segeherie di marmo potrebbe essere riaperto, perché la messa in sicurezza temporanea dell’argine è stata ultimata: questa è la buona notizia dopo che le infiltrazioni, nel muro accanto a quello crollato, avevano fatto scattare il nuovo allarme. Ma la chiusura della strada resta ed è soltanto uno scrupolo in più da parte dell’amministrazione provinciale, come ha messo in evidenza l’ingegner Barbieri, a tenere il traffico ancora off limits. Perché, di fatto, il rinforzo dietro le palancole, al momento non viene eliminato.
E così la strada cantiere che passa nel tratto di villa Ceci è destinata a rimanere aperta ancora per un po’: impossibile stabilire, al momento, i tempi di quando ci sarà il via libera in via Argine Destro.
Verso il dissequestro i primi 3 lotti di argine. Sono i lotti alla foce del Carrione, e riguardano circa duecento metri di argine. E dovrebbero essere i primi a essere dissequestrati: le opere di messa in sicurezza, infatti, risalgono a almeno una decina di anni fa, e le ipotesi di reato che, nei mesi scorsi, hanno fatto scattare il sequestro per tutto l’asse del Carrione, sarebbero già prescritte.
Il primo tratto di argine lungo la foce del fiume che attraversa la città, in particolare, è stato messo a posto subito dopo l’alluvione del 2003.
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