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Forno crematorio di Massa, la gara è andata deserta

Forno crematorio di Massa, la gara è andata deserta

Il Comune deve bandirne un'altra

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MASSA. La gestione del cimitero è alquanto complessa: da chi si fa carico dell’apertura e della chiusura a chi si occupa della lux perpetua, da chi allestisce le lapidi e a chi “cura” sala del commiato e cremazioni. Complessa - dicevamo - e delicata.

La custodia dei cimiteri è affidata a Master, gli altri servizi sono, invece, in carico alla Saie, ma il contratto è scaduto. Palazzo civico, quindi, ha bandito una gara per affidare i servizi cimiteriali (ad esclusione della custodia) e la gestione del forno crematorio.

La gara, però, è andata deserta: nessuno - neppure il gestore attuale - si è fatto avanti, nessuno ha formulato una proposta economica.

Gli uffici comunali, quindi, hanno prorogato il rapporto in essere con Saie e si sono rimessi al lavoro: alcune ditte, pur non avendo partecipato alla gara, hanno fatto osservazioni. E, in base a quelle osservazioni, Palazzo civico apporterà modifiche al capitolato. Del resto l’ipotesi di una trattativa privata (visto che la gara è andata deserta, la legge la consentirebbe) è stata scartata: il Comune vuole che la gestione dei servizi cimiteriali sia assegnata con una procedura ad evidenza pubblica. La gara appunto.

In parallelo a quello per assegnare i servizi, va avanti anche un secondo bando, per i lavori di ristrutturazione al forno crematorio: l’impianto deve, infatti, essere ristrutturato. Gli intonaci sono crollati, servono opere importanti di manutenzione a seguito delle quali inoltrare alla Provincia la richiesta di autorizzazione unica ambientale (documento indispensabile per il funzionamento dell’impianto e attualmente scaduto).

Se i lavori fossero affidati e conclusi prima dell’assegnazione dei servizi, a gestire l’impianto sarebbe, in proroga, la Saie.

Altro tema: la lux perpetua. Qualche cittadino si lamenta perché la richiesta di attivare i 12 watt viene inoltrata a Master la quale, a sua volta, ne dà comunicazione alla ditta che se ne fa carico per conto del Comune. Le attivazioni, però - così almeno spiegano i cittadini - non vengono fatte giornalmente, ma quando le richieste hanno raggiunto un numero prefissato. Con il risultato - puntualizzano - che tocca aspettare settimane, talvolta un mese.(c.s.)

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