La manifestazione
Massa, cremazioni nel caos per colpa della burocrazia
Al cimitero contestano i moduli e non accettano le urne
MASSA. Arrivi al cimitero con l’urna in cui sono raccolte le ceneri di una persona che ha fatto parte della tua vita e scopri che al dolore si aggiungono pure gli inghippi burocratici. A Mirteto quell’urna non puoi lasciarla perché - obiettano gli uffici - manca un documento. Portartela a casa? Vietato, serve un’autorizzazione speciale e tu non ce l’hai (pensavi di riporre l’urna nel loculo che hai scelto e già pagato). E nel caso decidessi di disobbedire e di tenerti le ceneri, in barba ai documenti e alle prescrizioni, ti metteresti nei guai, compiendo un illecito bell’e buono. Empasse non da poco di fronte a cui, negli ultimi due mesi, si sono ritrovate parecchie famiglie tanto che qualcuno, a dirimere la controversia, ha chiamato niente meno che la polizia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.11195895:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2015/04/08/news/forno-crematorio-la-gara-e-andata-deserta-e-palazzo-civico-deve-bandirne-un-altra-vuole-affidare-i-servizi-con-procedura-ad-evidenza-pubblica-1.11195895]]
Insomma, se è vero che la burocrazia complica la vita, a Massa fa di peggio: complica persino la morte. E se chi se n’è andato ha scelto la cremazione, beh per la sua la famiglia l’impresa si fa davvero ardua. In città il forno crematorio non è in funzione, l’intonaco ha avuto dei pesanti cedimenti e l’impianto deve essere ristrutturato. Il forno più vicino è quello di Livorno, ma i labronici non sempre accolgono le nostre salme: il carico di lavoro è già gravoso. Così tocca raggiungere Pistoia o Alessandria e qui la storia si complica: permessi, pratiche, verbali, copie conformi, posta certificata. Un vero marasma. E qualche famiglia - dicevamo - rimasta con l’urna cineraria tra le mani.
I problemi arrivano un paio di mesi fa quando una nota di Palazzo civico impone - almeno così interpretano gli addetti cimiteriali - di accogliere le urne solo dietro presentazione del permesso di cremazione. In copia originale. Ma andiamo per ordine perché la questione è tecnicissima. La cremazione è disciplinata dal regolamento nazionale di polizia mortuaria e prevede - per semplificare - che i documenti originali seguano sempre la salma (quindi le ceneri). Al forno in cui avviene la cremazioni vengono esibiti il permesso di cremazione e quello di seppellimento, rilasciati dal Comune in cui è avvenuto il decesso (Massa nel nostro caso). A cremazione terminata, il gestore dell’impianto rilascia il verbale di cremazione con una serie di dati. Trattiene per sè, però, il permesso di cremazione: è l’atto che, in un terreno delicatissimo, prova la richiesta ufficiale da parte della famiglia del defunto. Una forma di tutela. Ai parenti viene riconsegnata una fotocopia.
E con quella fotocopia si presentano al cimitero di Massa e si sentono rispondere picche: vogliamo - e citano la fatidica nota degli uffici - l’originale altrimenti le ceneri non le prendiamo. Nè potete portarvele a casa. Unica soluzione: riconsegnarle momentaneamente dove è avvenuta la cremazione o chiedere aiuto alle onoranze perchè le trattengano presso i loro locali. È il caos con tanto di telefonate a polizia e carabinieri. Caos e rabbia perché, in fondo, la richiesta dell’originale è assurda: il permesso di cremazione lo ha emesso il Comune, basterebbe un click per accedere al data base e verificarlo. Non solo, anche la soluzione della Pec è difficilmente praticabile: al cimitero la posta certificata non c’è.
La questione va avanti da gennaio e qualche giorno fa, all’ennesima lamentela, il Comune - così riferiscono da via Porta Fabbrica - taglia la testa al muro: fornisce la corretta interpretazione della nota e precisa che, anche di fronte alla fotocopia del permesso di cremazione, le urne possono essere accolte. E quindi collocate nei loculi scelti e pagati dalla famiglia dei defunti.
Storia di burocrazia, quindi, che i massesi mal digeriscono: il forno crematorio in città non è in funzione. Tocca andare oltre Comune (o oltre regione) e davvero ulteriori obblighi burocratici diventano un peso difficilmente sostenibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
