Novoa non arretra: sul sito del Comune gli evasori irriducibili
A Mulazzo mancate entrate Imu e rifiuti per 600.000 euro Il sindaco: i tributi vanno pagati, porte aperte al dialogo
MULAZZO. Non desiste Claudio Novoa nella sua battaglia contro i morosi che stanno mettendo sotto scacco le casse comunali di Mulazzo. Un debito che ha raggiunto una cifra molto consistente, oltre 626 mila euro che per un piccolo ente territoriale rappresentano un freno nelle politiche di investimento sul territorio. L’intento del primo cittadino si conferma nell’aprire un dialogo con la cittadinanza, prevedendo un piano di rientro personalizzato per coloro che manifesteranno la propria difficoltà nel fare fronte ai versamenti. La lettera che il Municipio invierà ad ogni cittadino che non ha fatto il proprio dovere nell’assolvimento delle bollette inerenti l’Imu ed il conferimento di rifiuti parla chiaro: se entro 15 giorni non si avvierà un dialogo con l’amministrazione saranno attivate le richieste di recupero attraverso Equitalia ed in aggiunta verrà pubblicato sul sito del comune l’elenco con i loro nomi. Un’eventualità che si avvererà solo per coloro che non si presenteranno e che non apriranno un canale di comunicazione con il Comune, con il rischio di aumenti che potrebbe gravare su coloro che, al contrario, sono sempre stati puntuali nel versare quanto dovuto.
Il sindaco Claudio Novoa inoltre respinge al mittente la bollatura da parte dell’Autorità della Privacy, ribadendo che nessuna comunicazione è arrivata: «C’è da ricostruire un sistema di valori, è questo che dobbiamo fare – afferma Claudio Novoa – il pagamento dei tributi è una responsabilità individuale, è un valore, che ricade sulla comunità, un patrimonio collettivo da coltivare e portare nuovamente in auge. La posizione di questi cittadini è di ruolo, ovvero sono già morosi, devono rendersi conto che agire in clandestinità, fregandosene dei loro compaesani virtuosi, è un modo di fare da parassiti. Per giungere al bene comune occorre nuovamente radicare un senso civico che è andato disperdendosi, perché solo attraverso atteggiamenti positivi si dà l’esempio alle nuove generazioni, solo attraverso una vera e propria battaglia, anche morale, nei confronti di atteggiamenti simili possiamo tornare ad essere comunità. In questi anni da sindaco ho visto anche persone che con grande dignità hanno contribuito alla collettività, senza chiedere nulla in cambio, ma solo perché consce di fare il loro dovere. Laddove esistono diritti ci sono anche dovere, ma alcuni se lo dimenticano. Dovremmo avere un senso di malessere di fronte a questi episodi, sono sicuro, che d’ora in avanti si instaurerà un dialogo con la cittadinanza».
Cristiano Borghini
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