Il Tirreno

Il contratto del terziario

Commercio, in busta 85 euro in più due anni

Novità importanti per le imprese sul fronte della flessibilità degli orari in certi periodi

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MASSA CARRARA. Firmato il nuovo contratto del commercio che prevede, per la parte economica, un aumento di 85 euro erogato in cinque trance a partire proprio da aprile. A controllare dunque la busta paga sono migliaia i lavoratori nella nostra provincia.

Il contratto è stato siglato da Confcommercio e dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil chiudendo così una vertenza che durava da più di un anno.

Tra le novità più importanti contenute nel documento, un aumento salariale in busta paga, nuove regole che garantiscono maggiore flessibilità nella distribuzione dell'orario di lavoro, meno oneri per le nuove assunzioni con contratti a tempo determinato al fine di favorire l'occupazione, infine l'inquadramento di nuove figure professionali emerse negli ultimi anni nel settore più innovativo dell'ICT.

«Soprattutto in una congiuntura economica ancora complessa come quella attuale, la firma del contratto nazionale rappresenta un punto fermo importante perché dà risposte certe e concrete, necessarie e indispensabili per assecondare la ripresa, in un equilibrio complessivo dei costi per il prossimo triennio», sottolinea il direttore di Confcommercio, Rodolfo Pasquini.

La parte economica prevede a regime un aumento lordo medio in busta paga di 85 euro (calcolato al quarto livello), che le imprese potranno erogare in cinque tranche per contenere meglio l'impatto della maggiorazione dei costi sui loro bilanci. La prima erogazione, pari a 15 euro, sarà corrisposta con la mensilità di aprile. Molto significative le novità sul fronte della flessibilità oraria, che finalmente tengono in considerazione le esigenze dei settori con picchi temporanei di attività: l'accordo prevede che in tali periodi (come per esempio il periodo natalizio o quello dei saldi per i negozi, ma anche il mese giugno per le aziende che fanno servizi alle imprese), le imprese potranno chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in più (per un massimo di 16 settimane nell'arco di 12 mesi) senza dover pagare lo straordinario. Le ore saranno infatti recuperate dai lavoratori nell' arco dei 12 mesi seguenti, ovviamente in periodi che per l'azienda sono meno impegnativi e nei quali c'è meno bisogno di personale. Per favorire il sostegno all'occupazione l'intesa promuove anche l'assunzione di soggetti ''deboli'', come i disoccupati, attraverso la stipula di contratti a tempo determinato di 12 mesi, con un sottoinquadramento di due livelli per i primi sei mesi e di un solo livello per i successivi sei. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. In questo modo, i soggetti cosiddetti "deboli" diventano più appetibili sul mercato del lavoro, visto che per le imprese che li assumono c'è un risparmio effettivo.

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