Il Tirreno

A MASSA

Primavera 1945, scatti vecchi e nuovi per non dimenticare

Chiara Sillicani
La mostra al Ducale
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La mostra al Ducale

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MASSA. “Primavera 1945...Passavano gli americani io mi ricordo”. Nel titolo della mostra, inaugurata ieri pomeriggio a Palazzo ducale, c’è la sintesi di una storia.
Perchè i massesi di americani neri ne sentono parlare, ma non li hanno mai visti. Come i protagonisti delle fiabe: così irreali e mitologici da suscitarti paura o riverenza, così lontani da non poter tormentare i tuoi sonni. 

Poi il personaggio della fiaba si rivela, arriva vicino a te, perde i connotati fantastici: carne ed ossa, timore e coraggio. È l’aprile del 1945 e i ragazzi neri mettono i loro piedi, nascosti da grandi stivali, nella terra insanguinata all’ombra delle Apuane. Sui monti, nascosti come animali braccati, ci sono i Patrioti Apuani, aprono la strada a quegli uomini mai visti, a quei colori mai conosciuti: la divisione Bufalo, la divisione “coloured”, accompagna Massa alla libertà. I colori scuri si confondono con i tratti dei nippo-americani, con i volti da cinematografo dei soldati born in Usa. Hanno impressa nel corpo la fatica della guerra, il dolore della riconquista, il coraggio di documentare e, in un’epoca lontana anni luce dai selfie, scattano fotografie.

Eccoli lungo l'Aurelia, a pochi passi dall’ospedale. Ecco un giovane americano ai piedi di una scalinata. Assapora il privilegio del riposo. Ecco i resti della guerra disseminati lungo le vie di Borgo Ponte. Ecco Leonello Ramacciotti, il farmacista, “scortare” un ferito in barella. Ed eccola la mole composta di Pietro Del Giudice, primo prefetto di una terra liberata: le mani poggiate sulla balaustra di Palazzo ducale, quasi a lasciare l’impronta, il ricordo di quel primo discorso ufficiale in una città riconsegnata alla dignità. Foto che raccontano e ricordano, foto che l'Anpi ha cercato, rintracciato “conquistato”, esposto (all'ex Cat): sono gli anni '90 quando un plico vola sopra l’oceano e dagli archivi Usa finisce nelle mani dei nostri partigiani.

Quegli scatti a Marco Alberti, ex dipendente Eaton, con la passione della storia nel sangue, rimangono impressi nella mente. Come un vecchio negativo fotografico. Monumento di ciò che è stato, monito a non ripetere. Marco cerca una strada per rafforzare, duplicare il loro significato. E la trova: niente tecnologia, preferisce una via più difficile. Stessi luoghi, macchina fotografica e la meraviglia di un click che ti consegna al futuro. Chiede aiuto al Club fotografico apuano, all’Associazione linea Gotica-Tirrenica e insieme scattano: i luoghi di 70 anni fa, l’ora del giorno di 70 anni fa, l’inclinazione del sole, l’ombra che si proietta a dare consistenza alle forme. Solo una differenza: il bianco e nero del passato sostituito dalle mille sfumature del colore. L’Associazione, presieduta dal dottor Marco Giandomenici, fornisce le divise e cerca i volti giusti. La città - quella nuova - fa da sfondo. Unica conferma che i decenni sono passati, che quello che è stato non deve essere, che rimane impresso nella memoria, pezzo di identità. Lo scorso anno 10 foto vengono riprodotte: l’antico nell'attuale. Quest'anno, a 70 anni dalla Liberazione, Massa può vederle: da ieri pomeriggio, e fino al 19 aprile, sono in mostra a Palazzo ducale. Non serve il biglietto, non serve un centesimo, basta la voglia di scoprire e di guardare.

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