Il Tirreno

Giannarelli (M5S): «Chi ha inquinato paghi le bonifiche»

Per il candidato apuano alla presidenza della Regione i temi ambientali sono al primo punto del programma

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MASSA CARRARA. La campagna elettorale di Giacomo Giannarelli, candidato portavoce presidente del Movimento 5 Stelle per la Regione Toscana, si gioca sul piano dell’ambiente, «quello su cui l’attuale presidente Rossi è stato invisibile ed è più carente», dichiara il carrarese, in visita sul territorio provinciale.

«Vengo qui nella mia terra- dichiara- e mi chiedo se i miei concittadini debbano continuare a morire di fame o di cancro, perché qui le scelte sono queste. Noi investiremo nella qualità del territorio, consapevoli che, ad esempio, un mare più pulito porterà più turismo, una zona industriale più sana porterà più lavoro». Giannarelli, accompagnato dai quattro candidati al consiglio regionale Paola Belloni, Cinzia Piccinini, Paolo Vaira e Maurizio Giuntoni, ha visitato dapprima la zona industriale apuana, con particolare attenzione ad alcune delle aree SIN e SIR (la ex Damas, ex Resine Montedison ed ex Rumianca), ovvero quelle aree industriali dismesse da decenni, che per motivi legati alle bonifiche, ai prezzi di mercato e all’inserimento nei siti di interesse nazionale, non hanno mai più visto investimenti, e ha commentato: «La recente conversione da SIN a SIR di alcune aree oggetto di inquinamento industriale massiccio, è stata salutata come un successo dai sindaci di Massa e Carrara Alessandro Volpi e Angelo Zubbani, ma ai cittadini e alle imprese interessa che le bonifiche inizino e finiscano nel minor tempo possibile e ciò non è avvenuto. Ora che queste bonifiche sono in carico alla Regione Toscana, con i tagli decisi dagli stessi governi, è forte la preoccupazione di avere poche risorse da destinare a riguardo. Il nostro programma comunque parla chiaro, chi ha inquinato deve pagare e la bonifica dei siti è per noi una priorità e destineremo a questa tutte le attenzioni e risorse, portando queste istanze anche sul piano europeo».

Giannarelli si è poi recato a Montignoso per controllare tutte le decine di discariche abusive censite dal Movimento 5 Stelle e mappate, fino ad arrivare alla ormai famosa cava Fornace, «sito che va portato a chiusura per il Movimento 5 Stelle- dice il candidato presidente- e che fino a quel momento non deve conferire rifiuti speciali». Cava Fornace è la discarica interprovinciale (per metà è nella provincia di Lucca) di riferimento per la marmettola (il fango residuo della lavorazione del marmo) ma anche per lo smaltimento dell’amianto. tour ha proseguito verso le tre frane ancora attive sul territorio di Montignoso, Corsanico, via Guadagni e Zamparina, «dove mancano ancora milioni e milioni di finanziamenti- dice Giannarelli- per ovviare al dissesto idrogeologico», per poi concludersi sulla costa, davanti alle spiagge libere attrezzate del comune: «Qui la battaglia è nazionale- conclude Giannarelli- ma dobbiamo capire la Regione che ruolo può avere nell’ottenere che le concessioni siano solo temporanee e onerose».

E poiché il programma è in continuo movimento e si forma recependo le segnalazioni dei cittadini, Giannarelli sarà oggi a Pontremoli, poi a Fosdinovo, l’8 aprile a Carrara per un incontro con le associazioni ambientaliste e il 24 aprile in Lunigiana per un incontro sull’acqua bene comune.

Manuela D’angelo

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