Il Tirreno

La telemedicina all’Opa: diagnosi rapide senza dover trasferire i bambini

di Melania Carnevali
La telemedicina all’Opa: diagnosi rapide senza dover trasferire i bambini

Massa, decolla un progetto per consulti in rete di cardiologia pediatrica e neonatale

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MASSA. «L'Opa ha un enorme potenziale: vanno incentivate ricerca e internazionalizzazione». A dirlo è il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, che ieri pomeriggio ha visitato i reparti dell'ospedale di Montepepe, accompagnato dal direttore della Fondazione Monasterio, Luciano Ciucci e da una parte del personale medico. Prima tappa: il reparto di cardiochirurgia pediatrica, dove il magistrato pontremolese ha donato uova di Pasqua ai piccoli ricoverati. Seconda tappa: cardiologia e cardiochirurgia adulti. E infine la sala riunioni dove il sottosegretario si è fatto raccontare per filo e per segno i punti di forza o di debolezza della struttura.

A partire dalla storia della Fondazione Monasterio, nata ormai 40 anni fa come istituto di ricerca, trasformatosi in azienda di ente di ricerca, prima, e in fondazione di diritto privato, poi. E infine diventato un ente sanitario di diritto pubblico nonché eccellenza del servizio sanitario toscano e nazionale con 4.411 ricoveri nel 2014 (il 16% fuori regione) e con, per quanto riguarda l'Opa, un aumento delle operazioni del 10% rispetto al 2013 e del circa 25% rispetto al 2012. Il sottosegretario ha posto l'accento (lodando l'operato della Fondazione) sull'innovativa cartella clinica informatizzata «che oltre a essere efficace ed efficiente – commenta Ferri – perché permette di avere informazioni sul paziente in modo immediato e preciso, è una grande forma di trasparenza che aiuta anche la giustizia in caso di processi civili o penali. Tutte le strutture ospedaliere dovrebbero averla».

Altro tema affrontato è stato quella della formazione; in particolare del Master Internazionale in cardiologia, cardiochirurgia e anestesia (adesso chiuso) che per anni ha formato diversi medici stranieri, incontrando non poche difficoltà. Quello dei finanziamenti, sì, ma soprattutto, quello delle leggi italiane. «I medici venivano qui a studiare ma non potevano entrare in sala operatoria perché non viene riconosciuta la loro laurea– ha spiegato Ciucci – Ma così facendo il master non attira perché è una formazione solo teorica. Il governo dovrebbe almeno rilasciare un patentino che permetta a chi viene qui dall'estero di operare durante il master». Una richiesta esplicita che il sottosegretario ha accolto con favore: «va assolutamente modificata la normativa – dice – magari accorpandola a quella prevista per le specializzazioni universitarie. Questo master deve ripartire». E infine la ricerca:«questa struttura – secondo il sottosegretario – ha un enorme potenziale che va sfruttato».

Intanto sono arrivate altre buone notizie. Grazie alla volontà del governatore della Lions Club- distretto Toscana, Gianluca Rocchi, arriveranno in Toscana dieci postazioni per il teleconsulto collegati con l'Opa. Si tratta di sistemi che permetto la diagnosi a distanza (in questo caso nell'ambito della cardiologia pediatrica) e che la Fondazione Monasterio utilizza da tempo in vari Paesi dell'area balcanica. Adesso il teleconsulto sarà attivo anche in Toscana: dopo la sperimentazione all’ospedale di Portoferraio, all’isola d’Elba, dove il 14 marzo scorso è stata inaugurata la prima postazione, il progetto si estende ad altri centri della regione fino a coinvolgere 10 postazioni Tra cui Montepepe. «Questo sistema – spiega il direttore Lucianio Ciucci – permette di fare diagnosi rapide, evitare trasferimenti inutili e dannosi per il bambino e di promuovere una sanità specialistica diffusa».

 

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