La manifestazione
Il comparto lapideo
CARRARA. L’imprenditoria del marmo, o meglio l’Associazione industriali (che oggi interviene sui temi del lapideo in una pagina del Tirreno) è convinta che, con la nuova legge regionale 356/2015 che...
CARRARA. L’imprenditoria del marmo, o meglio l’Associazione industriali (che oggi interviene sui temi del lapideo in una pagina del Tirreno) è convinta che, con la nuova legge regionale 356/2015 che fa salire il contributo regionale, il Comune incasserà di meno rispetto a quanto le aziende erano disposte a versare con le garanzie di continuità d’impresa.
Il sindaco Zubbani recentemente ha dichiarato,da calcoli di massima, che la stima al netto del futuro gettito sarà di circa 3 milioni in più. Una simulazione effettiva non è ancora stata fatta dall’Ufficio Marmo, e la situazione è complessa. Da un lato sale il contributo regionale che le aziende dovranno versare, e dall’altra scende al di sotto dell’8% (sul valore medio del marmo prodotto) il canone comunale di concessione, poiché la Regione ha imposto che il massimo della percentuale fra canone e contributo debba essere il 15%.
Quindi il canone potrebbe scendere dall’8 al 5% (o anche meno, ma pare difficile).
Situazione per ora fluida, e da definire, anche perché la nuova legge regionale è uscita sul Burt il 30 marzo ed entrerà in vigore il 13 aprile (con i suoi oltre 60 articoli, e le norme transitorie) ma prevede 180 giorni per elaborare il Regolamento comunale, ma anche per fare la ricognizione dei beni estimati, cancellati dalla legge. L’Ufficio marmo è al lavoro, in quanto l’ultimo censimento risale agli anni Cinquanta: i mappali non sono cambiati, ma ora il Comune deve preparare gli atti per notificare alle singole aziende il fatto che da ora in poi i beni estimati pagheranno come agri marmiferi comunali. Quindi il censimento aggiornato è d’obbligo onde evitare problemi.
Evidentemente il Comune ritiene che l’introito dagli ex beni estimati compenserà in qualche misura il calo del canone concessorio, producendo in sostanza un maggiore gettito complessivo.
Comunque i conti precisi ancora non ci sono. E l’Ufficio marmo probabilmente (e il dirigente Marco Tonelli ritiene che sarà necessario) verrà potenziato, per la mole di lavoro che lo attende e che sta già affrontando.
Il rapporto articolato fra contributo e canoni concessori: il contributo regionale ambientale sull’escavazione ha cambiato articolazione: la suddivisione era del 5% all’Asl, l’1% alla Regione (complessivamente 6%) e il 94% al Comune. Poi dal 5% si è saliti al 5,25%. Ora: il 5% all’Asl, il 4,5% alla Regione, l’1% al Parco delle Apuane. Totale: il 10.50%. Resta l’89,5% al Comune.
Prima, alla Regione andava il 6% (5+1), ora sale al 10,5% (considerando le quote per Asl e Parco). Insomma, soldi che non restano nelle casse comunali. Ma secondo le recenti considerazioni del sindaco, se anche alla Regione andranno circa due milioni di euro anziché 800.000, il Comune non dovrebbe perderci. Visto che sono stati aboliti i beni estimati. In attesa di una stima precisa, sono in corso gli adempimenti comunali per l’applicazione della nuova legge che non piace ad Assindustria. E l’Ufficio marmo si trova oraalle prese con la legge 356, e con il Piano paesaggistico. In definitiva, secondo Assindustria, la nuova legge regionale scricchiola. Ma la svolta c’è stata.
Cinzia Carpita
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