Il Tirreno

Alberghiero, niente soldi per il convitto

Alberghiero, niente soldi per il convitto

La Provincia non ce la fa più a pagare i 100.000 euro d’affitto. E le istituzioni locali chiedono una mano alla Regione

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MASSA. La soluzione - meglio, le soluzioni - potrebbero arrivare. Ma è quel condizionale che costringe Anna Rosa Vatteroni, preside dell’alberghiero “Minuto”, a non muoversi di un centimetro e a confermare che il 2015 sarà l’anno del numero chiuso: ammessi 260 ragazzi e niente scuola di cucina per i restanti 37.

Il finanziamento per rimettere a nuovo un’intera ala dell’edificio in via delle Pinete e riportare nella sede centrale 600 alunni (ora al Toniolo) non c’è. Non ancora. E per ora non c’è il via libera della Regione - e il conseguente finanziamento - per realizzare un convitto nuovo di zecca all’Ugo Pisa. E non è finita qui: non ci sono neppure- e questo è il dato più preoccupante - i 100mila euro con cui la Provincia, che sulle scuole superiori ha competenza, deve pagare i proprietari della colonia Fiorenzuola. Lì, infatti, in attesa di una migliore soluzione, sono ospitati un centinaio di ragazzi arrivati a Massa da fuori, per formarsi alla scuola alberghiera. Il bilancio di Palazzo ducale per il 2015, con la spada di Damocle del decreto Delrio, è in forse e il presidente Narciso Buffoni non si nasconde dietro un dito: trovare i soldi, per il prossimo anno scolastico, è più che un’impresa. E lo ribadisce anche ieri mattina, al tavolo della Regione, di fronte ad Emmanuele Bobbio, assessore regionale all’istruzione.

Parecchie nubi, troppi forse e la preside non fa passi indietro: «Da quando il consiglio di istituto ha deliberato (il numero chiuso ndr) non è mosso nulla, non ci sono le condizioni per cambiare opinione». Nonostante la strenue opposizione di chi all’alberghiero lavora ogni giorno: parte dei docenti, il personale amministrativo, i bidelli e gli educatori del convitto e del semiconvitto (ospita una trentina di ragazzi dal mattino alla sera) si sono riuniti in assemblea ed hanno ribadito che «numero chiuso significa ledere il diritto allo studio e mettere in seria discussione la tenuta della pianta organica».

Nubi dicevamo, anche se qualche schiarita all’orizzonte c’è: Loris Rossetti, consigliere regionale del Pd, ha promosso un incontro a Firenze. Comune, Provveditorato e scuola si sono seduti intorno ad un tavolo. Davvero dura trovare la quadra: «il cammino non sarà facile - è la sintesi del consigliere - ma l’impegno di tutti e la disponibilità della Regione ci dicono che siamo sulla buona strada». E, in effetti, qualche buona notizia c’è: martedì, infatti, la giunta regionale valuterà il cambio di destinazione d’uso del finanziamento da 650mila euro. Quei soldi, negli anni scorsi, sono stati assegnati alla Provincia per la realizzazione della nuova palestra dell’alberghiero, ma il nuovo impianto non c’è e adesso Palazzo ducale chiede che le risorse siano piuttosto destinato alla ristrutturazione dell’ala inagibile.

Se martedì dovesse arrivare un “sì” da Firenze - e non c’è motivo di dubitarne - potrebbero attivarsi le procedure per l’assegnazione dei lavori. E l’anno scolastico 2015-2016 potrebbe essere quello del grande rientro: 600 alunni, 24 classi, che lasciano il Toniolo per tornare a “casa”, in via delle Pinete, nella sede che ospita anche le aule per le lezioni “operative” di sala e cucina.

Ma la sfida rimane trovare i fatidici 100mila euro per garantire la sopravvivenza del convitto il prossimo anno scolastico: non è esclusa la soluzione “l’unione fa la forza”. Tutti i soggetti coinvolti, scuola inclusa, si mettono le mani in tasca e mettono sul tavolo una quota.

Perché anche nel caso in cui il numero chiuso sia definitivamente confermato e non arrivino nuovi studenti fuori sede, beh rimarrebbero comunque i novanta convittori attuali. E a loro le istituzioni devono trovar casa. A difesa del diritto allo studio, della scuola e di un istituto che davvero rappresenta un’eccellenza del territorio.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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