Il dolore
Porto-città: 32 milioni e riparte il Water Front
Il presidente dell’Authority: intanto c’è la copertura di 22 per avviare l’intero piano di riqualificazione urbanistica sul litorale
CARRARA. Riparte e prende la rincorsa il progetto Water Front, per la riqualificaziione urbanistica dell’interfaccia porto-città. Il progetto è pronto da tempo, per cambiare il volto del litorale lungo il porto, ma i 25 milioni iniziali erano sfumati (lo Stato, visto che il progetto non decollava, se li era ripresi).
Accordo di programma, 4 autostrade. Oggi nell’accordo di programma per Massa Carrara (per circa 40 milioni: 32 per Water front, 6,7 per i rami ferroviari, 3 per la falda) ) che sta prendendo sempre più forma e solidità a Roma, al tavolo con ministeri ed enti locali, il Water Front è uno dei punti cardine nelle 4 linee di intervento: ambiente (che vuol dire la bonifica della falda), infrastrutture (Water Front, stazione della zona industriale con i rami di binario da ripristinare per i collegamenti con le aziende), la sicurezza idraulica (con particolare riferimento al Lavello e al Ricortola), lavoro (incentivi alle imprese, sostegno al reddito dei lavoratori). Sono coinvolti i ministeri dello sviluppo economico, dell’ambiente, del lavoro, delle infrastrutture.
Per l’interfaccia porto-città, il presidente della Port Authority, Francesco Messineo, spiega che sono per ora garantiti circa 22 milioni, dei 32 necessari: 9 con mutuo dell’Authority, 6 con fondi del ministero delle infrastrutture, 6 con fondi regionali. Noi faremo la gara complessiva, che potrebbe partire in lotti, poi in corso d’opera se arriverà il resto della copertura finanziaria, si potrà estendere l’incarico, senza fare altre gare».
Il sindaco Zubbani: i soldi ci sono, non va mollata la presa. Ieri a Roma, al tavolo generale dove sono stati definiti ulteriori dettagli su tutti i punti dell’accordo di programma, c’era il governatore Enrico Rossi, e c’era fra i rappresentanti istituzionali, anche il sindaco Angelo Zubbani, che commenta: «Mancano ancora alcuni passaggi, incontri sulle linee operative, ma per il resto ci siamo. Per quanto riguarda i finanzia menti per tutti gli interventi previsti, sono svariati milioni, ma occorrono i decreti ministeriali e gli impegni formali degli enti interessati fra cui Regine e Port Authority, per le compartecipazioni economiche. Verranno tutti riuniti in un unico atto. Insomma, abbiamo in mano qualcosa di più di una speranza, ma va messa nero su bianco la quota di ogni soggetto. La copertura finanziara globale (magari divisa in attualità) servirà o per avviare progetti come quello della falda (c’era già uno studio per una spesa di 60 milioni), o per realizzare i progetti già definiti come il Water Front o quello ferroviario per la zona industriale. La giunta regionale la prossima settimana farà un atto». In vista delle elezioni regionali, dovrebbe essere dato mandato al presidente di continuare a seguire la questione ai tavoli. «Di certo abbiamo un quadro definito, – dice Zubbani - l’accordo abbraccia più problemi e ai tavoli che ci sono stati, sono stati sempre presenti i vertici degli enti e vice ministri, oltre a Rossi e assessori regionali. I soldi ci sono. Non va mollata la presa».
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