Sicurezza
«La Provincia in dissesto finanziario»
Ancora un taglio di 5 milioni di euro, Buffoni parla di rischio collasso. In alto mare anche la ricollocazione dei dipendenti
MASSA CARRARA. «La Provincia è seriamente vicina al dissesto finanziario». Parole secche quelle che il presidente dell'ente, Narciso Buffoni, ha usato durante l'ultimo consiglio provinciale e che non lasciano spazio a interpretazioni: servizi e personale della Provincia sono a rischio. Colpa del “pasticcio” - secondo i detrattori della manovra del governo- Delrio abbinato alla legge di Stabilità, con il quale il governo ha tagliato risorse alle Province prima ancora che queste venissero riassorbite da altri enti.
Nel 2015 si parla, per quanto riguarda la Provincia apuana, di circa 5 milioni di euro in meno, di cui 2,3 per la legge di Stabilità («meno comunque dei 4,3 milioni previsti inizialmente», ha fatto sapere Buffoni) e 2,8 per effetto del decreto legge 66 sulla razionalizzazione della spesa pubblica. Buffoni ha parlato di un «prelievo forzato», e non di tagli, «che aumenterà nel 2016 e ancora di più nel 2017».
Il rischio collasso è quindi alle porte. La Regione (una delle poche in Italia) ha approvato la legge propedeutica al trasferimento delle competenze sottratte alle Province, come indicato dal ddl Delrio.
Ma il piano di riassetto organizzativo sembra essere ancora lontano: la Provincia quindi rischia di continuare ad avere le stesse funzioni ( tutela dell’ambiente, gestione delle strade provinciali, pianificazione del territorio e del trasporto pubblico, controllo di quello privato, gestione dell’edilizia scolastica) con risorse però falciate. Inoltre c'è il nodo del personale. Perchè ancora non si sa che fine farà.
La lista dei dipendenti in esubero, come disposto dal ministero della Funzione pubblica, ancora non c'è. Si tratta di un elenco necessario per la ricollocazione di coloro che non hanno ancora i requisiti necessari per il prepensionamento.
Non si conosce, proprio perché manca il piano di riassetto organizzativo che dica quanti dipendenti verranno assorbiti dalla Regione, quanti dal Comune e quanti, appunto, possano andare in pensione (la legge dispone infatti che gli enti possano, d’ufficio, mandare in pensione anticipata chi ha raggiunto i requisiti, cioè 62 anni di età, 41 anni e 6 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini).
Per gli esuberi, il governo ha dato il via libera al fondo di 30 milioni per i piani di mobilità introdotte nel decreto di riforma della pubblica amministrazione, con priorità proprio ai dipendenti delle Province.
Bisognerà poi capire cosa succederà con l'annunciato accorpamento della Forestale negli altri Corpi di Polizia da parte di Renzi.
Insomma la Provincia di Massa-Carrara,come le altre italiane, sembra ancora in un limbo in attesa di salire in paradiso o cadere nell'inferno. E il sospetto che l'ultima sia l'opzione più accreditata è grande. i presidenti delle province toscane nei giorni scorsi sono andati alla Corte dei Conti di Firenze a manifestare le proprio preoccupazioni per il rischio dissesto finanziario.
«Abbiamo incontrato anche Agostinelli dell'Upi nazionale – commenta il presidente Narciso Buffoni in aula – il quale ci ha informato delle richieste che porterà al governo, in primis che le nuove Province mantengano le funzioni e che siano messe in grado di portarle avanti».
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