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Terme di Equi, esposto alla Corte dei conti

Terme di Equi, esposto alla Corte dei conti

Il consigliere Novelli ha presentato l’atto anche in Procura: «Si faccia luce sulle cause che hanno portato alla messa in liquidazione della società»

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FIVIZZANO. Esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sulle cause della messa in liquidazione delle Terme di Equi. Lo presenterà il consigliere di minoranza della Lista Uniti per Vincere- Lega Nord Giuliano Novelli che ha anche indetto un incontro pubblico per sabato 11 aprile nella sala del turismo a Fivizzano per spiegare il contenuto dell'esposto. «Nel consiglio comunale del 30 Ottobre scorso- spiega Novelli- è stata votata la messa in liquidazione delle Terme di Equi Spa dopo che la giunta comunale del 23 Ottobre aveva già deliberato al riguardo. Tale decisione era stata presa, dopo vari tentativi di dismissione della partecipazione azionaria del Comune di Fivizzano non andati a buon fine, a causa della cartella esattoriale emessa dal Ministero dello Sviluppo Economico per un obbligo restitutorio di euro 1.006.453,16, che aveva dato origine alla crisi societaria».

Il consigliere di minoranza spiega che nel consiglio comunale del 29 Dicembre scorso aveva presentato una mozione sull’argomento per chiedere «che venisse predisposta da parte dell’amministrazione comunale una relazione sulla situazione finanziaria della società da inviare alla Corte dei Conti per accertare cause e responsabili della liquidazione della Terme di Equi Spa. Non avendo ad oggi ricevuto alcuna risposta dall’amministrazione ho quindi deciso di predisporre un esposto per danno erariale da inviare alla Corte dei Conti e alla Procura di Massa Carrara, che presenterò anche alla popolazione».. Novelli snocciola alcuni particolari «a conti fatti, la partecipazione azionaria del Comune di Fivizzano nella Terme di Equi era di 744 mila euro ma a causa della perdite di bilancio della società termale è stata anno dopo anno svalutata e adesso nel bilancio 2014 sarà zero, inoltre l’amministrazione vanta crediti per euro 332 mila che difficilmente riuscirà a incassare in quanto la società è stata posta in liquidazione». E così chiude «a mio avviso, sarà poi la magistratura a far luce su quanto accaduto, sono stati compiuti degli errori da parte di chi ha amministrato la società e neppure gli uffici comunali hanno controllato gli atti posti in essere. Trattandosi di soldi pubblici – conclude Novelli - che derivano dalle tasse pagate dai cittadini è giusto che sia fatta la massima chiarezza possibile e che chi ha sbagliato paghi di tasca propria. Non vorrei comunque che questo esposto fosse strumentalizzato e utilizzato come pretesto per non fare aprire le Terme nel 2015, sono favorevole al salvataggio delle Terme di Equi e alla prosecuzione dell’attività per poter continuare a far vivere la Valle del Lucido e anche per le ricadute sociali, economiche e di immagine che hanno le Terme per il territorio».( m.l.)

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