Il Tirreno

Pd di Massa-Carrara, in 5 in lizza per le regionali

Autocandidature di Giacomo Bugliani, Silvia Dell'Amico, Milene Mucci, Loris Rossetti e Maria Cristina Volontè, ma i posti per il consiglio sono solo 4: bagarre nel partito

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MASSA CARRARA. Confermate cinque autocandidature per il Pd al consiglio regionale della Toscana: Giacomo Bugliani, Milene Mucci, Loris Rossetti, Maria Cristina Volontè e Silvia Dell’Amico.

Entro il 10 di aprile prossimo la direzione provinciale del partito di Massa Carrara ne voterà soltanto quattro e invierà le proposte al direttivo regionale che dovrà confermare i nomi.


Le cinque auto candidature sono state ufficializzate ieri mattina in via Groppini dal segretario provinciale Cesare Leri: le voci inizialmente davano per scontati soltanto quattro candidati, Rossetti, Mucci, Bugliani e Volontè, che si era presentata per ultima ufficialmente la scorsa settimana con la prima raccolta firme nella sede del Pd di Massa; a sorpresa, invece, anche Silvia Dell’Amico, rappresentante del Pd carrarese, ha deciso di proporsi alla cittadinanza, raccogliendo le firme necessarie e adesso andrà al voto del direttivo. Tutti e cinque i candidati, sono riusciti a mettere insieme circa 180 firme ( ne sarebbero bastate 130).

«Vorrei intanto sottolineare il carattere essenziale delle autocandidature – ha commentato il segretario Cesare Leri – per dire che nessuno dei cinque è stato chiamato, costretto, o investito da chissà quale incarico; si sono presentati in cinque e ne sono felice, è segno che il partito è vivo e vivace e che c’è voglia di partecipare». Cinque però sono troppi, uno di loro non potrà neanche iniziare la vera campagna elettorale per diventare consigliere regionale, visto che la regione ha chiesto al nostro territorio quattro candidati, in base al numero degli abitanti del distretto, di cui soltanto uno da Massa Carrara diventerà consigliere regionale. Il direttivo sceglierà entro il 10 aprile i suoi quattro preferiti, votando singolarmente ogni candidato che dovrà raggiungere il 75 per cento degli aventi diritto ( su 81 membri del direttivo si parla di circa 60 voti).


«Voto complesso – dice Leri – ; se nessuno raggiunge 60 voti, o se li raggiungono tutti e cinque, le votazioni vanno ripetute fino a che non usciranno dalla direzione soltanto quattro nominativi».
Difficile dire chi sia il più svantaggiato, più facile dire chi ce la farà, per un semplice calcolo di genere: «Le Regione vuole due uomini e due donne – spiega Cesare Leri - quindi è ovvio che la rappresentanza maschile sia praticamente già espressa; le donne sono da sempre più competitive».
Scelti i quattro nomi, sarà comunque la direzione regionale che ufficializzerà, entro il 17 aprile, i candidati al consiglio regionale e «potrebbe anche nominare un candidato non presente tra le nostre quattro proposte – aggiunge Leri –; potrebbe scegliere quello che noi non abbiamo votato, oppure sostituirne uno che neanche ha presentato le firme. Il regolamento vuole così».
Ma di sicuro non accadrà. Sarà il direttivo regionale anche a scegliere il capolista di ogni distretto, che avrà l’unico vantaggio di ricevere gli eventuali voti arrivati solo al simbolo, senza preferenza.
La segreteria provinciale, ovviamente, non prende posizione: «Per me sono tutti uomini e donne di partito, eccezionali – ha concluso Leri - ; è ovvio che poi voterò per uno solo di questi, ma sarà una scelta personale”

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