Toscana
Nuovo Pignone, solo 10 assunzioni dirette. Il resto, più di cento, negli appalti
Massa Carrara, il sindaco Zubbani: abbiamo cambiato le regole e le ditte non potranno più fare mordi e fuggi
MASSA CARRARA. GE Oil & Gas Nuovo Pignone torna sul futuro dei 120 addetti che – se il bando regionale sarà approvato – accederanno al progetto formativo collegato allo sviluppo dello Yard di viale Zaccagna: «10 partecipanti saranno assunti da noi». E il sindaco Zubbani aggiunge: «Un numero importante di persone sarà assorbito dall'appalto. Ma questa volta – garantisce il primo cittadino - le ditte non faranno un “mordi e fuggi”».
Si fanno sempre più nitidi i contorni del progetto di formazione presentato lunedì da Ge Oil & Gas alla Regione Toscana a seguito di un bando regionale relativo alla legge 236. La cornice è quella dei provvedimenti messi a punto per le aree di crisi, in cui rientra anche la nostra provincia e cofinanziati dall'amministrazione toscana: perchè la formazione venga attivata Ge Oil & Gas – capofila del progetto, insieme ad una serie di ditte dell'appalto – dovrà risultare vincitrice del bando. Ad annunciare l'avvio di questo iter, era stato il sindaco Angelo Zubbani, martedì in consiglio comunale, con un intervento nel dibattito sulla variante urbanistica che, cambiando la destinazione d'uso dell'area retro portuale da “logistica” a “industriale”, consentirà a Ge di ampliare lo Yard di viale Zaccagna: il primo cittadino non nasconde il suo ottimismo sull'esito del bando, ottimismo che, lascia intendere, si basa su dati concreti. Primo fra tutti il modo con cui questo progetto formativo è stato messo a punto, anzi per usare le parole di Zubbani «rimodulato». E così, anche se oggi i vertici del colosso fiorentino precisano che «al termine del corso, 10 partecipanti saranno assunti da GE Oil & Gas-Nuovo Pignone», il sindaco non perde la fiducia nel fatto che, alla fine, più o meno tutti gli addetti “formati” troveranno un impiego. «La garanzia sta nel fatto che questa volta le ditte dell'appalto fanno parte fin dall'inizio del programma di formazione e hanno preso per così dire l'impegno di assumere» spiega Zubbani ricordando che durante questi corsi, si verifica sempre una sorta di “selezione naturale” e non tutti quelli che iniziano, riescono poi ad arrivare alla fine. Anche perché si tratta di un percorso lungo e impegnativo: da Ge Oil & Gas, spiegano che il corso presentato nel progetto mira «a formare profili di supervisori e di operai (saldatori, carpentieri, tubisti, meccanici, ecc.), profili tipici delle attività di assemblaggio di moduli industriali che avvengono presso il cantiere di Avenza». Tutto questo, precisa Ge, «in un percorso formativo di 6 mesi, con un’alternanza di lezioni teoriche e di sessioni di pratica presso il cantiere di Avenza che prevede anche momenti di verifica per i partecipanti».
La capofila del progetto ricorda che, tutti i partecipanti, anche se non verranno assunti, «avranno comunque ottenuto un titolo professionalizzante di qualifica spendibile nel mondo aziendale». E pur condividendo queste precisazioni, Angelo Zubbani si dice certo che, alla fine, questa volta le aspettative sull'impatto occupazionale della “manovra” non saranno deluse. «Le ditte dell'appalto sono coinvolte in prima persona, dunque si tratta di un procedimento che dà maggiori garanzie rispetto al primo percorso, perchè è stato perfezionato e blindato».
Il termine di paragone è “Genesis” il progetto di formazione lanciato in vista della partenza di Gorgon e che ha destato non poche perplessità, sia per il metodo di selezione dei partecipanti sia per le sue ricadute occupazionali, decisamente inferiori rispetto alle speranze del territorio. «Questa volta gli impegni sono corrispondenti alle nostre aspettative. Tra le ditte che partecipano al bando c'è un partner storico di Ge Oil & Gas, un vero colosso, che ci mette la faccia direttamente» anticipa il sindaco che però non si sbottona né sul nome di questa importante azienda né sul numero delle possibili assunzioni. «Sono cifre importanti - si limita a dire, dicendosi certo - che le aspettative occupazionali saranno soddisfatte».
Ma oltre alla partecipazione diretta al bando regionale di questa “cordata di aziende”, c'è un'altra importante novità che, secondo Zubbani, alimenterebbe ulteriormente la speranza di riuscire a creare nuovi posti di lavoro, magari stabili. «Il meccanismo è stato rimodulato e così, le ditte non potranno fare il classico “mordi e fuggi” ma dovranno garantire una continuità produttiva tanto che queste grosse aziende, partner storici di Ge, sono state “obbligate” ad aprire delle sedi locali». Imprese che, aggiunge il sindaco, «stanno cercando delle aree, non solo per insediare le loro sedi di rappresentanza ma anche per produrre componenti che verranno montati nell'area retro portuale».
Il tutto per una ricetta pensata per “incoraggiare” una continuità di attività nello Yard, in modo che – auspica Zubbani – aumentino sia l'occupazione diretta sia le ricadute sui servizi, soprattutto nel settore alberghiero e in quello della ristorazione. Insomma il meccanismo è stato avviato e, conclude il sindaco di Carrara «indietro non si torna».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
