Gioco
Massa Carrara, il vescovo Santucci: tanti nuovi poveri. Sono quelli che si vergognano anche a chiedere
E sui giovani: sono preoccupato, conoscono solo la sessualità divisa dall’amore e questo è allarmante
MASSA. Pregare per i giovani, che siano visti come una risorsa e non come un problema, tornare ad avere fiducia nell’altro, aiutarsi, avere ben chiaro l’obiettivo che ognuno di noi deve raggiungere nella sua vita e credere che la morte si possa sconfiggere. Il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, ha toccato tantissimi temi nella lunga intervista rilasciata ad Antenna3, in occasione della Pasqua: dalla nuova povertà, all’immigrazione, dalle piaghe sociali del momento, come il bullismo, alla sessualità dei giovanissimi, con uno sguardo ai tweet del Papa e ad una comunicazione sempre più veloce che, forse, sta aiutando la Chiesa ad avvicinarsi alla gente.
«Io però sono un po’ fuori tempo- ammette Santucci- ; la diocesi usa Facebook, leggo i tweet dal Vaticano però, pensandoci bene, non ho massima fiducia in una comunicazione che deve stare sempre in meno spazio e in meno tempo». Speranza è la parola che ricorre di più, insieme a solidarietà, «perché- spiega Santucci- se non entriamo dentro questo meccanismo, non avremo altre vie per uscire dai guai, e sono tanti, in cui ci siamo infilati da soli. E quello economico dei guai è il minore. Si può vivere con poco- dice il vescovo- basta fare delle scelte, anche coraggiose, ma liberatorie. La maggior parte delle persone che ascolto si lamenta delle cose che non ha e io rispondo ‘ti auguro un trasloco’, perché solo durante un trasloco ti accorgi di quante cose hai e non ti servono».
Pregare anche per i nuovi poveri che «sono quelli imbarazzati- dice Santucci- quelli che si vergognano a chiedere e che spesso non chiedono», con le Caritas sempre più in affanno, nonostante la macchina della solidarietà sia imponente. «“Il volontariato è tantissimo, a livello nazionale offre 14 mila servizi, con 420 mila persone coinvolte; i centri di ascolto in Toscana sono 152, ma dovremo affrontare a breve il problema serio degli immigrati, perché aumenteranno. Sono milioni le persone sradicate dalla loro terra per la violenza della guerra e delle persecuzioni e quindi- dice Santucci- il flusso migratorio aumenterà a dismisura. Come farvi fronte? Bisognerebbe chiederlo a chi governa il mondo non a chi cerca di metter qualche toppa come facciamo noi». Vescovo in terra apuana dal 2010, Santucci ricorda tutti i drammi vissuti da una popolazione martoriata dai così detti eventi eccezionali: «Due terremoti, l’esplosione del gasdotto, cinque alluvioni, e per ultimo la tempesta di vento. Mai viste cose di questo genere e l’unica riflessione possibile è che il nostro modo di vivere, di costruire e di progettare qualche problema lo pone. Un lato positivo c’è stato però- dice il Vescovo-: la solidarietà che si è sprigionata durante questi eventi è stata straordinaria».
Guerre, assassini per lo più dentro le famiglie, terrorismo e paura dello straniero: «E’ come un ciclo la vita- dice Santucci- l’uomo continua a compiere sempre gli stessi peccati, il primo fu quello di pensare di poter fare a meno di Dio, il secondo lo fa Caino che uccide il fratello per invidia. Dobbiamo cambiare il nostro cuore».
Santucci parla dei giovani: »Devono essere una ricchezza non un problema, ma sono cambiati i tempi; conoscono la sessualità divisa dall’amore, la percezione che hanno del loro corpo e della loro sessualità è molto allarmante, hanno troppa libertà, possono usare le loro cose, anche il loro corpo, come vogliono e questo è un problema, di educazione e di una rappresentazione della società sbagliata, in cui pensano che le occasioni ci sono per tutti, e non è vero, e che si possa scegliere sempre.
È un messaggio falso, invece, che porta delusioni e sofferenze e me ne accorgo perché accolgo ogni giorno giovani sciupati dentro e che soffrono; giovani che subiscono i bulli e anche i bulli stessi. Sapete da dove nasce il bullismo? I piccoli imitano i grandi e imparano che gli altri non contano e che solo quello che penso io è vero. Senza critica. Nessuno ammette di avere torto, nessuno dice più grazie». L’augurio del vescovo Monsignor Giovanni Santucci tocca tutti: « Io vi auguro di accogliere la Pasqua come un dono, perché se Cristo è risorto vuol dire che la morte non è invincibile; ciò che sa di morte, la malattia la crudeltà, la sofferenza può essere distrutto. Si vince con la croce, aspetto che ci piace meno perché la croce non la ama nessuno, ma così impariamo ad essere Pasqua per le persone che amiamo e per essere uomini e donne migliori».
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