La manifestazione
Casellotto, il sottopasso ora c’è davvero
Più grande di tutti gli altri, è adatto anche ai trasporti eccezionali. Il sindaco: opera fondamentale per la città e per Alteta
MASSA. C’è l’atmosfera della festa, del traguardo tagliato: il sindaco Alessandro Volpi è “immerso” tra una folla di bambini esultanti, fatica ad allargare le braccia per impugnare le forbici e tagliare il nastro: è il giorno di Alteta, quello che sottrae una delle zone più periferiche della città al destino di quartiere di serie B.
Da ieri mattina, dopo quasi un ventennio, il sottopasso ferroviario del Casellotto c’è, trait d’union tra l’asse via Dorsale- via Massa Avenza e l’Aurelia, “padre” di una nuova arteria che, da Romagnano-Candia, corre fino al mare, a Partaccia.
Cemento, asfalto, pompe (ad evitare che l’acqua metta ko l’infrastruttura) e decine di macchine pronte a mettere alla prova la nuova viabilità: sono le 11 e 30, il nastro è tagliato, al Casellotto si brinda tra gli applausi di chi vive da quelle parti e i primi camion, scesi dalla via dei Marmi, confluiti sull’Aurelia, sfilano lungo il sottopasso. Opera da 6 milioni di euro (4 sborsati da Rfi, 1,2 dalla Regione, i restanti dal Comune), sovradimensionata rispetto ai suoi “simili”: un altro sottopassaggio così grande in città non c’è. Alto 5,3 metri, largo oltre 14, una sola campata senza pilone centrale, è stato pensato per consentire il transito anche ai trasporti eccezionali. E - questa la “chicca” - è dotato di un moderno sistema di pompaggio che ne eviterà - o almeno dovrebbe - l’allagamento: tre impianti che, in caso di piogge, provvederanno a convogliare le acque per spingerle nel Ricortola.
Insomma, Massa conclude i lavori della sua “Salerno -Reggio Calabria”, dice addio al cantiere lumaca e “sfoggia” un nuovo sottopasso e una nuova viabilità: «I lavori si sono protratti negli anni - è la premessa del sindaco Alessandro Volpi - ma seppur in ritardo, siamo riusciti a realizzare un’opera importante e un collegamento viario decisivo, prima tappa di una svolta importante per Alteta (vedi sotto)». A brindare alla nuova opera (il buffet è stato offerto dal bar ristorante Devil) c’è anche l’ex sindaco Roberto Pucci: è sotto la sua amministrazione infatti che, dopo ripetuti stop, arriva l’accelerata: «Questo nuovo asse alleggerirà quello di via Longobarda e via Oliveti. Ringrazio per la collaborazione Rfi e l’onorevole Cordoni per l’impegno profuso».
Obbiettivo raggiunto, quindi, «con il contributo - sottolinea il consigliere regionale Lori Rossetti - della Regione che ha cofinanziato i lavori per 1,2 milioni di euro».
Insomma, il Casellotto c’è. Dopo una vita che se ne parla: è il 1954 quando partono i lavori, si scava, si apre la via, si fanno le prime gettate. Poi più nulla: non solo tutto si ferma, ma la strada viene ricoperta. Il tema torna d’attualità nel 1998 e ci vogliono 17 anni per tagliare il nastro e. Normale, quindi che ieri sia festa ad Alteta - con il consigliere Giancarlo Casotti in prima fila - anche per i piccoli studenti della scuola elementare: «Adesso - confidano le maestre Emanuela Tarabella e Luciana Tonarelli - ci sentiamo meno periferici, finalmente non dovremo fare un giro infinito per raggiungere la direzione». Alteta non si sente più sola e lo sarà ancora meno quando con il regolamento urbanistico - annuncia il sindaco - diventerà un quartiere e non sara più piena zona industriale. Che negli anni ha significato vincoli e bonifiche (lì il Sin l’ha fatta da padrone).
Ora Massa si riconquista davvero un pezzo di città.
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