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Mense scolastiche, ora il nuovo gestore si “insedia” in cucina

Mense scolastiche, ora il nuovo gestore si “insedia” in cucina

Il Tar dà ragione all’amministrazione: la gara è regolare Il Comune avvia le procedure per il passaggio di consegne

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MASSA. Il servizio mensa il Comune lo ha riassegnato, ma per mesi i pasti ai bambini continua a prepararli la Cir Food. Tutta “colpa” di un ricorso al Tribunale amministrativo con cui si contesta la gara. Al Tar i ricorrenti chiedono anche una sospensiva: un atto con cui la giustizia amministrativa sospende, appunto, gli effetti dei provvedimenti di Palazzo civico. Insomma, in attesa della pronuncia, tutto si ferma. E le mense rimangono al precedente gestore. Nei giorni scorsi la svolta: il tribunale amministrativo si pronuncia e accoglie le tesi dell’amministrazione, riconosce la legittimità delle procedure di gara e la correttezza dell’assegnazione all’associazione temporanea di impresa A. Gazzoli e Soci s.n.c.- Coop. Sociale La Luce s.c.r.l. Via Porta Fabbrica, quindi, attiva subito tutte le procedure per il passaggio di consegne.

Il Comune, a partita chiusa, ricostruisce la vicenda e sottolinea che il capitolato di gara, con gli allegati menù, era stato redatto, nel luglio scorso, a seguito di un percorso partecipativo, «dopo aver raccolto proposte e suggerimenti da tutti i soggetti interessati al servizio. Gli atti - ricorda l’amministrazione in una nota - prevedono il mantenimento dei posti di lavoro, la conferma degli attuali punti cottura, un progetto pilota di raccolta differenziata dei rifiuti e di educazione ambientale dei bambini, il trasferimento alle mense solidali dei pasti non utilizzati, l’utilizzo di prodotti locali, Dop, Igp e biologici oltre a maggiori controlli sulla preparazione dei pasti e maggior coinvolgimento della Commissione mense. Senza dimenticare il risparmio economico che ne deriva per l’ente».

E a conferma di quel risparmio, l’amministrazione chiama i numeri: «L’importo a base d’asta pari a € 2.262.000, inteso come costo annuo del servizio per la predisposizione di 380.000 pasti, è stato ribassato in sede di gara a € 2.243.000.

Nel 2013 il Comune ha speso oltre 2.403.000 euro e pertanto già l’importo a base d’asta comporterebbe di per sé una sensibile riduzione dei costi. Tenendo conto che il capitolato di gara trasferisce sul soggetto aggiudicatario della gara tutta una serie di costi dei quali in precedenza si faceva carico il Comune (manutenzione ordinaria dei locali che ospitano i centri cottura, controlli della ASL sulla qualità dei prodotti), risulta ancora più sensibile il risparmio di Palazzo civico «nella gestione di un servizio che configura un netto miglioramento degli standard, per rispondere alle esigenze, garantire ad ogni livello trasparenza e funzionalità e tendere ai requisiti di eccellenza che si intendono perseguire».

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