La manifestazione
L’ex sindaco rosso Sandro Bondi lascia il Cavaliere
Addio a Forza Italia con cui è arrivato alla carica di ministro 25 anni fa la storica svolta: da comunista al centrodestra
FIVIZZANO. Negli anni Novanta quando Sandro Bondi, decise di “saltare il fosso” e dalle file del Partito Comunista passando con il “nemico”, approdando così nella formazione politica di Silvio Berlusconi, in molti a Fivizzano non la presero bene. Ora a distanza di anni quel sodalizio tanto avversato dagli amici di allora si è definitivamente spezzato, forse con piena soddisfazione dei delusi di allora. E' di ieri infatti la notizia che il senatore Sandro Bondi, 56 anni il prossimo maggio, ha deciso di abbandonare ufficialmente, assieme alla compagna Manuela Repetti, anche lei senatrice, il partito di Forza Italia, collocandosi entrambi nel Gruppo Misto al Senato.
Veramente era da qualche tempo che tra l'ex sindaco di Fivizzano e Silvio Berlusconi non c'era più l'affiatamento di un tempo, una distanza tra i due che piano piano è diventata incolmabile fino al definitivo divorzio. La scalata che portò Sandro Bondi da Fivizzano ad arrivare a essere uno dei più fedeli e stretti collaboratori di Silvio Berlusconi ebbe inizio attorno al 1994 quando l'amico comune dei due, il celebre scultore Pietro Cascella, li fece conoscere in quel di Arcore. Da lì il rapporto tra Bondi e Berlusconi nel giro di poco si fa sempre più intenso con Silvio, che gli affida alcuni importanti incarichi culturali all'interno del partito. Tanta la fiducia considerato che Bondi viene poco dopo incaricato di curare la corrispondenza personale di Berlusconi. Da qui un crescendo di stima personale tra i due che portano Bondi a diventare segretario particolare e collaboratore fidato del big di Forza Italia. Nel 2001 arriva la prima elezione da deputato con l'ingresso nella Commissione affari costituzionali della Camera. E dall'anno successivo diventa portavoce di Forza Italia.
Dopo un secondo mandato parlamentare nel 2006 due anni dopo viene eletto senatore e nominato Ministro dei beni e le attività culturali fino al 2011. Nel 2009 viene inoltre nominato coordinatore assieme a La Russa e Verdini ( anch'esso nativo di Fivizzano) del Popolo della Libertà. Nel 2014 infine le prime divergenze con Forza Italia che lo portano a sostenere che il progetto politico di Forza Italia è fallito e che è opportuno sostenere il Governo di Matteo Renzi. Ieri infine la rottura definitiva con Sandro Bondi che abbandona il Cavaliere per collocarsi nel Gruppo Misto al Senato.
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