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Il pm: «Sette anni per Iodice»

Iniziato il processo d’appello all’ex direttore del carcere di Massa

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MASSA. Sette anni per Salvatore Iodice, ex direttore del carcere di Massa, e tre anni per Stefano Cantone, ex contabile della casa circondariale di via dei Pellegrini. Sono le richieste dell’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Rossella Soffio, nel processo di appello sull’appaltopoli apuana che si è aperto ieri a Genova. Il pm nella sua requisitoria si è rivolta al collegio presieduto dal giudice Odero spiegando come secondo lei il tribunale di Massa non aveva valutato attentamente alcuni reati che lei aveva contestato a Iodice e a Cantone. Ovvero le pene di primo grado non sono congrue per l’accusa. A Massa il collegio aveva dato sei anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a Iodice, mentre a Cantone 18 mesi. Su Tendola, condannato a due anni, invece il pm non ha presentato ricorso e quindi non ha fatto richieste, limitandosi alla conferma della pena. La difesa sì.

Il sostituto procuratore Soffio, secondo i tre giudici di primo grado - Sgambati, Aracri e Garofalo - aveva dimostrato quasi la metà delle contestazioni fatte a Iodice. E di anni in quella sede ne aveva chiesti dieci. Anche con Tendola è stata esauriente (tre anni era la sua richiesta). Meno convincente invece nei confronti di Cantone (per cui aveva chiesto cinque anni).

Oltre alla requisitoria del pubblico ministero ieri c’è stata l’arringa delle parti civili, tra queste il ministero delle Infrastrutture che contesta a Iodice e Cantone i danni subiti per aver gonfiato gli appalti di messa in sicurezza della casa circondariale. Il collegio della prima sezione penale della corte di appello ha calendarizzato altre due udienze (8 e 15 aprile) per dare modo alle difese di spiegare i motivi del loro appello e per emettere la sentenza.

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