Il Tirreno

«Uffici senza il personale», presentato il conto a Orlando

Il presidente Failla snocciola i numeri al Guardasigilli in visita: «Lavoro smaltito grazie ai magistrati onorari, stagisti, tirocinanti e giovani del servizio civile»

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MASSA. Con il sorriso ha snocciolato i dati che fotografano lo stato del tribunale di Massa: 80% di direttori amministrativi in meno, 65% dei funzionari e 25% dei cancellieri. Il presidente Maria Cristina Failla non ha usato giri di parole con il ministro della Giustizia Andrea Orlando e ha detto chiaramente che se la giustizia apuana funziona è merito dei progetti che coinvolgono i detenuti e delle procedure online. Ma non solo: a dare una mano ai giudici, per quattro anni e mezzo sotto organico ma la fase più difficile è terminata, sono dodici magistrati onorari, stagisti e tirocinanti. «Senza di loro non riusciremo a fare quello che facciamo».E dal 2010 una decina di giovani all’anno prestano il loro servizio civile aggiornando archivi e sistemando scartoffie. «Una causa civile a Massa ha una durata di tre anni e mezzo, nel penale il monocratico arriva a sentenza in quattro mesi, così come i fascicoli sulle scrivanie di gip e gup. Il collegiale invece ha bisogno di un anno per esprimere un parere di colpevolezza», continua Failla con un pizzico di orgoglio. Il presidente però non ha voluto il ministro Orlando a casa sua per piangere e basta: «Ho detto questo per farle capire cosa siamo riusciti a fare a costo zero per migliorare il nostro lavoro. Ci stiamo impegnando per ampliare l’efficacia della giustizia. In questo tribunale abbiamo 15 magistrati con un carico di lavoro che supera di quattro volte quello di Genova».

Orlando ha annuito, altre volte ha storto la bocca, il resto del tempo lo ha passato a scarabocchiare un foglio per concentrarsi. Poi quando ha preso la parola ha subito sottolineato l’aspetto che unisce i due progetti presentati ieri nell’aula magna: «Non è casuale che questi progetti vedano protagoniste delle donne - ha commentato - che ancora hanno così poco spazio nella pubblica amministrazione e nella magistratura. Per rispondere allo stato di frustrazione che vive il nostro sistema giudiziario, occorre anche creatività organizzativa e qui l'avete avuta».

«Gli uffici giudiziari sono in affanno - ha continuato il Guardasigilli -, il nostro sistema è frustrato; siamo arrivati ad avere oggi 9.000 persone in meno che lavorano per la nostra giustizia, a fronte di 5 milioni di procedimenti in corso, molti di più di quanti ne conta la Germania, che ha una popolazione superiore alla nostra. Potrebbero arrivare nuovi fondi per i tribunali, nel corso del 2015 il ministero della giustizia diventerà gestore di fondi comunitari; non abbiamo fatto altro che chiederli, prima nessuno lo aveva mai fatto; ne avevamo richiesti 400 milioni, ce ne sono stati dati 100, di cui 50 milioni confermo andranno nell'informatizzazione dei processi penali. In Italia spendiamo circa 3 miliardi per l'esecuzione della pena e rimaniamo il paese con la recidiva più alta d'Europa; va da sé che il carcere non può più essere l'unico strumento della pena».

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