Il Tirreno

Agriturismo, bello viverci addio alla tappa notturna

Agriturismo, bello viverci addio alla tappa notturna

Nel weekend pasquale cambia la tendenza sia degli italiani che degli stranieri molte strutture della Lunigiana si trasformano da dormitorio a mèta di vacanza

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PONTREMOLI. Il buio della crisi che era sceso anche sul movimento turistico locale sembra finalmente arrestatosi e s’incomincia addirittura a intravedere un’inversione di tendenza. Questo emerge contattando alcuni gestori di agriturismi del pontremolese, ovvero quelle strutture ricettive che fino a pochi anni fa parevano essere la chiave di volta per aprire la Lunigiana al turismo unendo allo stesso tempo la possibilità di godere della bellezza della natura e delle attrattive storico-culturali. Un ruolo che in questi ultimi anni si era un po’ appannato e che rischiava di trasformare queste strutture solo in “ristoranti di campagna” mettendone da parte la potenzialità ricettiva, ma sentendo il moderato ottimismo dei gestori contatti, pare riavere preso forma e consistenza.

Ovviamente non tutto è rosa e fiori, ma su un dato tutti sono concordi, i presupposti sono discreti e dimostrano un lieve aumento rispetto al 2013 che già aveva registrato un certo rinnovato interesse dopo un periodo di crisi nera tra il 2010 e il 2012. E così si aspettano un buon numero di turisti per il week end pasquale nonostante quest’anno Pasqua sia caduta ancora a ridosso di marzo e quindi teoricamente rischiava di non invogliare troppo ad uscire dal proprio guscio domestico con il rischio di trovarsi a fronteggiare gli ultimi colpi di coda del “general inverno”.

Lo testimonia tra gli altri Barbara dell’agriturismo “Il glicine e la lanterna”, struttura recentemente riaperta dopo la pausa invernale, che evidenzia come ci sia un buon interesse verso le strutture agrituristiche. Non numeri eclatanti, ma comunque testimoni di una certa voglia di rituffarsi nelle bellezze della natura. E soprattutto la titolare dell’agriturismo evidenzia come stia cambiando l’utente di riferimento «quest’anno abbiamo avuto richieste soprattutto da parte di gruppi e famiglie», dopo anni che il turista tipico era quello di coppia con una sosta breve di un week end, mentre ora «qualcuno si incomincia a fermare anche quattro-cinque giorni».

Concetti condivisi anche da Francesca Ferrari, titolare dell’agriturismo “Lucchetti Ferrari”, che sottolinea come «quest’anno la stagione turistica si è aperta molto presto con richieste già nel mese di marzo». E anche Francesca mette in luce che si sono modificate le caratteristiche del turista tipo «per gli stranieri spesso la Lunigiana era una tappa per poi proseguire le vacanze verso il mare o le città d’arte della Toscana. Oggi questo sta cambiando ed in molti si fermano a lungo alla ricerca delle bellezze del luogo. Un turismo “slow” che si adatta benissimo al nostro territorio e che molti stranieri cercano, alla caccia di piccole realtà dalla natura intatta e dal ricco patrimonio di tradizioni e di cultura che la Lunigiana indubbiamente ha».

Diverso il discorso per quanto concerne i turisti italiani «legati a una sosta più breve, quasi collegata esclusivamente al week end, anche se esistono delle eccezioni soprattutto durante il periodo estivo».

«Le cose si stanno muovendo – ci dice Massimo Insogna dell’Agriturismo Filippi – in queste settimane abbiamo registrato il tutto esaurito sia per quanto concerne i posti letto che per le prenotazioni per la cucina. E in tanti chiedono informazioni per alloggiare negli agriturismi della zona».

Un turismo che per quanto riguarda l’agriturismo che è interessato soprattutto da utenti italiani «diciamo che ogni agriturismo ha, tendenzialmente, un suo turista di riferimento».

Ma non è tutto rosa e fiori come ci rivela Sandro un giovane che ha appena avviato una struttura agrituristica «ci sono tanti costi e pochi aiuti da parte degli enti locali. E invece l'agriturismo potrebbe rappresentare il vero architrave su cui puntare il turismo del futuro in Lunigiana».

Riccardo Sordi

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