Sicurezza
Stagionali, in un bagno presentate 40 richieste in una settimana
Marina di Massa, al bagno Sara in pochi giorni hanno chiesto un lavoro decine di persone. Il titolare: segnale da valutare
MASSA. Stefano Gazzoli, presidente di Riviera Apuana, riconosce che l’intento della Regione di salvaguardare il paesaggio e ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, è più che apprezzabile, ma a Firenze - e al Comune - chiede di non legare le mani ai balneari e di consentire investimenti (vedi articolo sopra). Perché se il settore turistico arranca - per sintetizzare il suo ragionamento - a rimetterci è l’ intera economia locale che già non se la passa troppo bene.
E a conferma della crisi che segna il territorio, Gazzoli chiama i numeri: «La scorsa settimana, è stato un via vai al mio stabilimento. In sette giorni sono arrivate 40 persone, e dico 40, a chiedere lavoro. Disposte a fare di tutto. Io ho tra le mani 40 curricula, da sommare a quelli che avevo già ricevuto e a quelli che arriveranno. Segnali come questi - e conclude - non possono essere trascurati. Sono la conferma di un territorio che fatica».
Del resto da decenni, dal collasso della zona industriale, il lavoro stagionale in bagni, campeggi, alberghi e ristoranti ha fatto da ammortizzatore sociale, garantendo entrate ad intere famiglie rimaste senza lavoro.
Il numero di persone che si fanno avanti, nella speranza di guadagnare, almeno per i mesi estivi, è la conferma - così legge il dato Gazzoli - di un quadro economico poco incoraggiante. Ed è proprio con l’obbiettivo di migliorarlo quel quadro che Gazzoli chieda all’amministrazione di definire in tempi brevi gli strumenti urbanistici, piano dell’arenile in primis. Durante questa settimana, la categoria si incontrerà con il Comune e con tutti gli enti competenti in materia per definire la situazione sul fronte dei punti ombra (i gazebo o le aree ombreggiate): il piano dell’arenile in vigore non li consente, per anni Palazzo civico ha fornito un apposito modulo in cui i balneari indicavano numero e collocazione dei punti ombra. Alla presentazione del modulo, seguiva l’autorizzazione al montaggio. Quest’anno, per una interpretazione restrittiva delle norme da parte degli uffici tecnici, il modulo non c’è. Per i balneari - e lo ribadiscono- i punti ombra sono necessari: «Sono autorizzati in tutta la Toscana - sintetizza Gazzoli - ma non da noi».
Nei prossimi giorni l’incontroper risolvere il problema.
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