Il Tirreno

Pontremoli, Telecom non deve rimuovere la cabina inglese dalla piazza

Il presidente del consiglio comunale Lecchini contro la decisione dell’azienda

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PONTREMOLI. «La cabina inglese di Piazza Italia non si tocca», un’affermazione perentoria quella del presidente del consiglio comunale, Michele Lecchini, in difesa dell’installazione telefonica collocata all’angolo di piazza Italia. Nell’era del Wi-Fi, degli smartphone e dei tablet, parlare di gettoni e di schede telefoniche sembra ormai decisamente superato. E la cara, vecchia cabina telefonica sembra un baluardo del passato destinato a scomparire, nonostante il suo indiscutibile fascino retrò e senza tener conto, in questo caso, che si tratta della cabina telefonica per antonomasia, la red telephone box londinese. E così pochi giorni fa alla vetrata della cabina telefonica inglese è stato attaccato dalla Telecom un cartello rosso (colore che quasi lo mimetizza alla struttura della cabina) con su scritto “questa cabina sarà rimossa il 16 giugno 2015”. Un annuncio che ha trovato la ferma contrarietà del consigliere Lecchini che ha evidenziato il suo impegno per evitare la chiusura del “rosso contenitore telefonico” (se vogliamo tradurre letteralmente l’originale inglese)«il capogruppo consigliare Jacopo Ferri su mia segnalazione ha scritto a Telecom affinchè nessuno tocchi la gabina inglese che è di proprietà comunale e non del gestore telefonico come erroneamente loro credevano». Infatti la cabina venne installata nel lontano 1998, dall’allora sindaco Enrico Ferri, dono di un’associazione di Pontremolesi che vivevano in Inghilterra, e che, con la fontana asciutta collocato in un altro angolo della piazza, richiamano, nelle intenzioni di chi ve li ha posti, i legami della nostra terra con la Gran Bretagna e la Francia, paesi destinatari di tanti emigranti.

Ma non solo, evitata la possibilità della rimozione della cabina, il consigliere Lecchini pensa anche all’ipotesi di mantenere attivo anche la linea telefonica «probabilmente telecom dismetterà il telefono pubblico al suo interno. Propongo quindi di sottoscrivere una petizione popolare affinché anche il telefono rimanga, pur nell'era digitale avere un punto di riferimento di quel genere può essere utile in caso di emergenza o calamità naturale, non credo che per Telecom lasciare il telefono sia una spesa ingente». (r.s.)

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