Il Tirreno

«Il Comune deve pagare anche per Renzo Fialdini»

«Il Comune deve pagare anche per Renzo Fialdini»

L’avvocato Pianini rappresenterà le famiglie dei defunti anche in sede civile La richiesta dell’associazione supera i 25 milioni di euro: «Sarà ancora battaglia»

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MASSA. Bisogna aspettare fino a giugno, quando verranno depositate le motivazioni della sentenza del processo sullo scandalo delle cremazioni della corte di Appello di Genova. I familiari di chi è stato disperso al Mirteto dalle malefatte di Euroservizi lo sanno e l’avvocato Emiliano Pianini, che rappresenta l’associazione per la tutela della dignità dei defunti ha già spiegato a tutti che non bisogna avere fretta. Anche perché in ballo c’è una richiesta di risarcimento per i danni morali subiti da vedovi e figli che supera i 25 milioni di euro. E che secondo Pianini deve pagare il Comune di Massa per il comportamento del suo dipendente Renzo Fialdini: «Visto che è stato considerato facente parte dell’associazione a delinquere, noi ci sentiamo autorizzati a intentare una causa civile tirando in ballo proprio l’amministrazione». Ma l’avvocato sa che non sarà così semplice e sa che prima dovrà leggere attentamente le motivazioni della sentenza, perché la prima sezione penale della corte di Appello nel dispositivo di condanna ha scritto che Fialdini dovrà risarcire le spese processuali affrontate in secondo grado dal Comune di Massa. «Sembra che questo possa far supporre la rottura del rapporto organico tra il dipendente e l’ente, in questo caso il Comune non sarebbe più responsabile per quello che ha fatto il suo funzionario. Ma insomma, sarebbe proprio una beffa per queste famiglie che non sapranno mai dove poter piangere i loro cari».

La rottura del rapporto organico era stata uno dei nodi dell’arringa di Alessandro Bini, l’avvocato che a Genova rappresentava il Comune. «Se è questa la strada scelta dal collegio - continua Pianini - dovrò vedere quali saranno i margini per coinvolgere anche l’ente. In ogni caso il tribunale di Massa ha accordato alle famiglie una provvisionale di diecimila euro a famiglia che Renato Alibani e alcuni degli operai condannati dovranno rimborsare alla nostra associazione. E in appello la pena accessoria è rimasta. Ma noi vogliamo che sia il Comune a pagare perché la condotta dell’amministrazione in questa vicenda non è limpida. I dirigenti hanno sempre negato di sapere. Perché nessuno ha controllato quello che faceva, anche se sarebbe meglio dire non faceva, Fialdini?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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