Il Tirreno

Loris Rossetti: «Atto storico»

Loris Rossetti: «Atto storico»

«Le nuove norme offrono opportunità per aumentare i posti di lavoro»

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MASSA CARRARA. «Un atto storico. Seppur con tutti i limiti il piano paeasaggistico licenziato dal consiglio regionale coniugherà, ne sono certo, il rispetto dell'ambiente con la tutela del lavoro. Mi onoro di aver contribuito alla sua approvazione». A parlare è Loris Rossetti, consigliere regionale del Pd che nel dibattito di questi mesi si è impegnato molto in incontri con imprenditori, ambientalisti, sindacati, associazioni, mondo del lavoro e semplici cittadini. «Il paesaggio è la Toscana e la Toscana è il paesaggio. Nel mondo siamo conosciuti per questo. Le nostre Alpi Apuane sono un pezzo di Toscana unico: con il piano le tuteliamo pur garantendo le attività estrattive».

In tutto le cave interessate dal piano sono 16, metà nella provincia di Lucca e metà in quella di Massa-Carrara (divise tra il comune di Massa e il bacino del Sagro in Lunigiana). «Per queste è prevista la programmazione dell'attività che in tempi ragionevoli porterà ad un loro recupero ambientale - spiega Rossetti - Il pit poi, almeno per quanto concerne il settore lapideo, va letto insieme ad un altro atto di straordinaria importanza: la legge regionale n.16 del 2015 (disposizioni in materia di cave), la revisione della legge 78 del '98 che ha abolito le tanto discusse leggi estensi e le cave sancite come proprietà privata diventeranno pubbliche.Si tratta di due strumenti storici non solo per gli addetti ai lavori ma per tutto il territorio. Scrivere che dovrà essere garantita la filiera, che il 50% del materiale scavato dovrà essere lavorato in loco non è stato scontato e significa che si apriranno occasioni importanti per lo sviluppo e per il lavoro della nostra provincia. Per questo adesso dico: non perdiamo altro tempo in polemiche ma mettiamoci al lavoro, guardiamo alle opportunità che le nuove norme ci offrono per aumentare posti di lavoro di cui abbiamo fame estrema. Si moltiplichino le botteghe artigiane ma anche dei veri e propri atelier per un prodotto da terzo millennio e si leghi la nostra identità al marmo: questo territorio dovrà vivere di più di e con il marmo, attraverso figure specializzate e adeguatamente formate. Dovrà diventare un'opportunità reale per molti lavoratori della provincia e uno strumento a sostegno del turismo».

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